Yemen e Iraq, i civili il bersaglio, altro che ‘effetti collaterali’

In this image at a Mosul graveyard on Oct. 2, 2017,  (ANSA/AP Photo/Bram Janssen) [CopyrightNotice: AP]

Fonte: Remocontro

Yemen

Da marzo 2015, 35.415 yemeniti sono stati uccisi o feriti negli attacchi aerei sauditi appoggiati dagli Stati Uniti. Secondo le statistiche pubblicate dal ‘Centro legale per i diritti e lo sviluppo’, il numero totale di morti fra i civili ha raggiunto quota 13.603, fra i quali 2.887 bambini, 2.027 donne e 8.689 uomini. Tra i feriti, 21 812 persone, 2 722 sono bambini, 2 233 donne e 16 857 uomini.
Due milioni e seicentocinquantamila altri civili sono stati sfollati dall’inizio di questa guerra.
Il Centro ha sottolineato che il numero di edifici distrutti e danneggiati dagli attacchi della coalizione guidata dall’Arabia Saudita è superiore alle 400mila case e 826 moschee.

Iraq, Mosul

Il prezzo di sangue pagato dagli abitanti di Mosul per la liberazione della città dall’Isis è stato tra i 9.000 e gli 11.000 morti, un numero quasi 10 volte maggiore di quanto riferito finora. Numeri da un’inchiesta della Associated Press, secondo cui le forze irachene o della Coalizione a guida Usa sono responsabili per la morte di 3.200 civili, causate da bombardamenti, raid aerei o colpi di mortaio in 9 mesi, tra ottobre 2016 e la caduta dell’Isis avvenuta nell’agosto scorso.
La Coalizione, che ha affermato di non avere risorse per inviare degli investigatori a Mosul, ha riconosciuto la responsabilità per solo 326 morti.

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