Vengo Anch’io e il diritto alla felicità

‘Cercare di raccontare il diritto alla felicità che dovrebbe avere ogni essere umano”. E’ l’obiettivo che avevano i comici Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, coppia artistica e nella vita protagonista e al debutto da regista con la commedia agrodolce- road movie Vengo anch’io, in sala dall’8 marzo in 250 copie con Medusa.
Popolari grazie, fra gli altri, ai programmi della Gialappa’s, Zelig e Quelli che il calcio, per la loro opera prima, non si sono voluti limitare a un film di sketch come molti colleghi: ”non ci allontaneremo mai dal far ridere ma ci piace farlo affrontando delle tematiche – dice Corrado Nuzzo -.
Qui parliamo di solitudine, inserimento, bisogno di sognare un futuro migliore, difficoltà a creare un gruppo”. ‘Vengo anch’io’ racconta il tragicomico viaggio in pulmino che si trovano a fare insieme Corrado (Nuzzo) assistente sociale licenziato, dipendente dagli psicofarmaci e aspirante suicida; il suo ex paziente Aldo (Gabriele Dentoni), appassionato della Ferrari, e affetto dalla sindrome di Asperger e Maria (Di Biase), appena uscita dai prigione dov’era finita per il tentato omicidio di quello che credeva il padre di sua figlia (Cristel Caccetta), atleta agonista in canottaggio. Una storia punteggiata da frasi su muri e cavalcavia (tra le quali “Dio ti odia, io pure”, e “la vita è come il canottaggio, per andare avanti bisogna guardare indietro”) e cameo, da Vincenzo Salemme ad Alessandro Haber, passando, fra gli altri per Francesco Paolantoni, Ambra Angiolini e Aldo Baglio.
”I personaggi che abbiamo interpretato ci hanno stupito molto – spiega Di Biase – nel film hanno un tocco di romanticismo in più, quell’anima che in scrittura non leggi. Per dargliela ci hanno molto aiutato le prove e l’abitudine al lavoro insieme”. La prima regola ”che ci siamo dati è stata non ricalcare i meccanismi televisivi o radiofonici a cui siamo abituati. Un attore deve superare quello che ha già fatto – aggiunge Nuzzo – con la voglia di dare al comico un piccolo spessore in più, facendo un passo indietro. Volevamo trovare piccolo equilibrio tra comicità e poesia”.
Di fronte alla fiducia nel film del produttore Attilio De Razza e Medusa (“Il film si inserisce nel filone commedia, ma è originale, surreale, e politically incorrect, ci sono una sostanza, un messaggio, una storia forte, oltre ad essere divertente” dice l’a.d Giampaolo Letta), Nuzzo e Di Biase rivelano, tra il serio e lo scherzoso una promessa che si sono fatti: “dopo 20 anni insieme, se arriviamo a tre milioni di incassi, ci sposiamo, a Tricase”, e Letta aggiunge sorridendo: “se arrivate a tre milioni, il matrimonio ve lo paga Medusa”.

Fonte: ANSA