Valerio Mastandrea: il cinema è un veicolo per raccontare le crisi del nostro tempo.

url-2Catiglioncello – Abbiamo incontrato l’attore Valerio Mastandrea in occasione del Premio Lo Straniero durante il festival Inequilibrio che  la rivista omonima assegna ogni anno ad artisti, operatori, studiosi attivi nei più vari campi del lavoro culturale e dell’intervento sociale. Valerio Mastandrea ci ha parlato del ruolo del cinema nella società e della scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté della quale è uno dei fondatori.

Servizio di Daniele Ceccarini e Paola Settimini:

 

Ecco la motivazione del Premio Lo Straniero:

mastandrea-1È qualcosa di più di un bravo attore, è una figura di punta del nostro cinema, è un instancabile animatore di iniziative e di avventure che affrontano e a volte aggrediscono il mondo del cinema con la convinzione di un progetto più vasto, più sociale e più radicale. Attore multiforme, ma nel segno di una semplicità e immediatezza che lo collegano alla nostra migliore tradizione cinematografica, quella degli anni sessanta, gli si deve la fondazione di una periferica e ostinata scuola di cinema e l’intervento organizzativo e produttivo che ha permesso a Claudio Caligari la realizzazione del suo ultimo film, un capolavoro, Non essere cattivo

La giuria: Fausta Orecchio (presidente), Maurizio Braucci, Anna Branchi, Elisabetta Cosci, Stefano De Matteis, Filippo Figone, Goffredo Fofi, Angela Fumarola, Vittorio Giacopini, Sara Honegger, Alessandro Leogrande, Roberto Magnani, Pietro Marcello, Fabio Masi, Alessandra Mauro, Roberta Mazzanti, Paolo Mereghetti, Luigi Monti, Emiliano Morreale, Giordana Piccinini, Alice Rohrwacher, Rodolfo Sacchettini, Paola Splendore, Emilio Varrà, Nicola Villa, Gabriele Vitello, Dario Zonta, Giovanni Zoppoli.