Una domenica a Sabbioneta in provincia di Mantova di Raffaella Bragazzi.

La nostra Italia è talmente ricca di città d’arte, borghi medievali e itinerari naturalistici da sogno, in grado di offrirci un’enorme varietà di scelta, che non sarà difficile ritagliarsi dei break per mantenere il benessere psicofisico. Nel corso degli anni, per motivi di lavoro, ho avuto occasione di conoscere la provincia italiana, ricca di veri e propri “tesori”.url E’ il caso di Sabbioneta, tra i Borghi più belli d’Italia, sorta nella Bassa Padana, tra Mantova e Parma (dista circa, da entrambe, 30 km.), per volere del duca Vespasiano Gonzaga Colonna nella seconda metà del Cinquecento su un terreno alluvionale bonificato tra i fiumi Po e Oglio e riconosciuta dall’Unesco nel 2008, insieme a Mantova, come Patrimonio dell’Umanità.
Vespasiano aveva ottenuto questo territorio che comprendeva anche Bozzolo, (dove avvenne nel’incontro tra Ludovico III Gonzaga duca di Mantova e il figlio Francesco appena nominato cardinale che Mantegna immortalò mirabilmente nella seconda scena che affresca la Camera Picta nel Castello di San Giorgio a Mantova), nel 1541 dal potentissimo imperatore del Sacro romano impero Carlo V colui che poteva vantare sotto il proprio controllo, direttamente o indirettamente, tutta l’Italia.Sabbioneta fu scelta dal duca come capitale dei suoi possedimenti poiché non solo era strategicamente ben posizionata tra il Ducato di Milano e quelli di Mantova e di Parma e Piacenza, ma anche perché vide la possibilità di ricostruirla come “città ideale” secondo i canoni dettati nell’antichità da Vitruvio e diventati il fondamento teorico dell’architettura occidentale a partire dal Rinascimento. Nel 1544 Vespasiano iniziò a far erigere la cerchia muraria, che ancora oggi cinge la città, in cui si aprivano due accessi: porta Vittoria a ovest e porta Imperiale, interamente rivestita in marmo bianco, a est. Il mio consiglio è di iniziare la visita alla città entrando da Porta Imperiale poiché, fatti pochi passi, raggiungerete Piazza d’Armi dove si trova l’Ufficio del Turismo dove potrete acquistare un biglietto cumulativo che vi permetterà di accedere ai numerosi monumenti di Sabbioneta: Palazzo Giardino e la Galleria, il Teatro all’Antica, il Palazzo Ducale e la Sinagoga. Una volta muniti di biglietto prendetevi il tempo necessario per ammirare la piazza. Al centro, posta sulla sommità di una colonna romana, campeggia una statua che raffigura la dea Atena. Sabbioneta_Corridor_GrandeSi pensa che la statua facesse parte del bottino di guerra di Rodomonte, padre di Vespasiano, che aveva partecipato al “Sacco” di Roma perpetuato dalle truppe imperiali nel 1527.  La piazza, a sud, è chiusa da un edificio a due piani: Palazzo Giardino, la prima tappa del nostro tour. Il palazzo fu fatto costruire da Vespasiano nel 1577 e per ultimarlo ci vollero circa dieci anni. Il duca lo destinò a sua residenza privata. Il palazzo rappresentava il luogo dove il Gonzaga poteva dismettere i panni ufficiali di capo del governo e dedicarsi all’otium. Il duca, che era un uomo colto e raffinato, possedeva un museo privato in cui conservava la sua ricca collezione di statue e busti antichi in marmo e i trofei di caccia al quale si accedeva, all’epoca, dal palazzo tramite un passaggio sopraelevato. Si tratta della bellissima galleria degli Antichi o Corridor Grande (è la terza galleria più lunga d’Italia, misura infatti circa 97 m.) che sicuramente avrete ammirato entrando in Piazza d’Armi poiché la chiude sul lato orientale e corrisponde al lungo porticato. L’interno della galleria è illuminato da enormi finestre e, visitandola, rimarrete senz’altro colpiti dagli affreschi e dal soffitto ligneo. url-1Un consiglio, una volta usciti dalla galleria chiedete agli incaricati dell’Ufficio del Turismo di darvi informazioni per poter contattare i proprietari di un museo privato (non aperto al pubblico) che si trova nelle immediate vicinanze. Si tratta del museo ‘Bambole & Balocchi’, inaugurato nel 2007.  Il museo raccoglie una preziosa collezione di bambole, alcune delle quali antichissime (addirittura risalenti a due secoli fa). Vespasiano era così innamorato della città che aveva creato che volle farvi costruire il suo tempio privato, all’interno del quale si trova il suo mausoleo. Si tratta della Chiesa dell’Incoronata che potrete raggiungere con una breve passeggiata imboccando Via dei Serviti, una stradina in prossimità della seconda porta di accesso della città, Porta Vittoria. L’ingresso della chiesa è preceduto da un piccolo portico che fu aggiunto dopo la morte del duca. L’interno è davvero scenografico. A sinistra dell’altare maggiore si trova il sepolcro monumentale, realizzato con pregiati marmi di vario colore (si dice scelti personalmente dal duca), dove riposa Vespasiano. Nella nicchia centrale una statua in bronzo, realizzata quando era ancora in vita, lo ritrae nelle vesti dell’Imperatore romano Marco Aurelio. I rimandi alla romanità si trovano ovunque a Sabbioneta che, nel Cinquecento, meritò l’appellativo di “nuova Roma” per la sua, seppur piccola, grandiosità storica.
Pochi passi e, da Via Leoni, si raggiunge Piazza Ducale. Nella piazza, dove si trova anche il Comune della città, sorge Palazzo Ducale.url Palazzo Ducale era il centro politico di Sabbioneta ed è il più antico tra gli edifici fatti costruire da Vespasiano che lo usava come residenza principale e quindi lo volle impreziosito da mirabili soffitti intagliati realizzati in noce e cedro del Libano e ornato da mirabili affreschi. Dopo aver salito la gradinata in marmo bianco ed essere entrati vi ritroverete nel salone principale da cui potrete accedere a due magnifiche sale che si trovano al primo piano, la Sala delle Aquile e la galleria degli Antenati che è la più importante del Palazzo. Nella Sala delle Aquile non si può non rimanere a bocca aperta di fronte alle quattro statue equestri in legno policromo, a grandezza naturale. Tre statue rappresentano gli antenati del duca tra cui il padre Rodomonte e il bisnonno Gian Francesco. Quella che ritrae Vespasiano è posta al centro. Il duca è ritratto con un’armatura e il collare dell’ordine cavalleresco del Toson d’oro (ordine istituito a Bruges nel 1431 da Filippo il Buono duca di Borgogna con il compito di diffondere la religione cattolica).
Nella galleria degli Antenati dovrete invece mettervi “a naso in su” per ammirare la volta a botte affrescata e i 21 bassorilievi a stucco con i ritratti dei Gonzaga.url-2
Lasciate Palazzo Ducale e dirigetevi verso un edificio cinquecentesco di tre piani, la Sinagoga.
La Sinagoga che venne edificata nel 1824 sorge in un edificio che faceva parte di un gruppo di case abitate da ebrei. A Sabbioneta, infatti, non è mai esistito un ghetto poiché nonostante Vespasiano fosse molto religioso non si piegò, come invece fecero molti Signori di quel tempo, al volere di Papa Paolo IV Carafa che, nel 1555 con la bolla “Cum nimis absurdum” relegò la popolazione ebraica nel Ghetto di Roma creato appositamente.
All’interno della Sinagoga sino al 1970 era conservata l’Arca Santa, successivamente trasferita a Gerusalemme. Per accedere al Tempio è necessario che gli uomini indossino uno zucchetto, il copricapo tipico degli ebrei.Sabbioneta-Galleria-Antichi-Il vostro tour culturale sta quasi per terminare. L’ultimo monumento che vi invito a visitare è il famoso Teatro all’Antica che Vespasiano commissionò all’architetto e scenografo vicentino Vincenzo Scamozzi nel 1588.
Il Teatro all’Antica è il primo esempio di teatro dell’epoca moderna, ossia realizzato a tal fine e non inserito su un edificio già esistente.
Scamozzi, che può essere definito un discepolo del grande Andrea Palladio, lo progettò internamente sul modello di quello dei teatri classici aperti.
Negli anni il teatro è stato più volte restaurato dal palco agli affreschi che immortalano i più significativi monumenti romani sino all’installazione, negli anni Novanta, dell’attuale scena fissa a imitazione di quella originale. Sino ad ora avete nutrito lo spirito, ma non si può lasciare Sabbioneta senza essersi seduti a tavola per gustare le tante specialità di cui va orgogliosamente fiera. E allora, forza…concedetevi un bel piatto di agnolini in brodo di carne a cui è d’obbligo aggiungere qualche goccia di vino rosso locale o, se temete per la linea e optate per un secondo, fatevi tentare dallo stracotto d’asino.  Preferite il pesce? Non ci sono problemi in quanto un’altra specialità cittadina è il luccio in salsa.
Dieta o non dieta il pasto va senz’altro concluso sgranocchiando i Filòs che sono deliziosi biscotti caserecci o, per i più golosi, una generosa fetta di torta sbrisolona che a Sabbioneta, al contrario del resto della provincia mantovana, viene pTeatro_Olimpico_Sabbioneta_-_Galleria_o_PERGULA_-reparata con le nocciole e la farina di grano duro. Voglio aggiungere ancora qualche spunto in più per invogliarvi a visitare questa splendida “piccola Atene” padana, come venne definita dagli illuministi. Ogni prima domenica del mese, a partire da settembre, potrete infatti passeggiare tra le stradine lastricate del centro storico curiosando in un fornitissimo mercatino dell’antiquariato o concentrare la vostra attenzione su una mostra d’arte contemporanea allestita, sino al 27 settembre, a Palazzo Forti con ingresso gratuito durante i fine settimana.

Per ulteriori informazioni Ufficio del Turismo di Sabbioneta (tel. +39 0375 52039).

Alla prossima…

Raffaella Bragazzi

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