Tra gli Indios in Brasile: La terra sta vomitando

Gli indios  Pataxó Hã-hã-hãe vivono a 22 km a valle della diga mineraria di Brumadinho crollata il 25 gennaio  e una spedizione del Conselho indigenista misionário (Cimi) e di Greenpeace Brasil li ha raggiunti 4 giorni dopo la tragedia. Come racconta  Mariana Campos della campanha contra agrotóxicos  di Greenpeace Brasil, «Siamo stati ricevuti dal Cacique Hayô Pataxó Hã-hã-hãe e dalla vice-Cacique Werymerry Pataxó Hã-hã-hãe» che hanno subito detto che la situazione delle 12 famiglie del villaggio è preoccupante: «Il tratto del Rio Paraopeba che passa accanto al villaggio è contaminato dagli sterili della Vale e quindi gli indios  non possono usarlo per pescare e fare il bagno».

Member of the Pataxó Hã-hã-hãe Naô Xohã Village. A onda de lama tóxica viajou no rio Paraopeba até a aldeia Pataxó Hã-hã-hãe Naô Xohã, na cidade de São Joaquim das Bicas (MG).

Nel villaggio di Naô Xohã attualmente ci sono 7 donne incinte, 2 anziani e 19 bambini e Antonia Remunganha, 88 anni, la più vecchia della comunità, ha raccontato come ha vissuto gli ultimi eventi «E’ stata una tragedia molto dolorosa. Sono morte così tante persone che sono morte. Mangiavamo un po’ di pesce … Oggi nessuno può prendere un pesce da mangiare. Il fiume è diventato fango. Cosa ne sarà di noi?» Lungo le rive del Rio Paraopeba, l’odore del pesce morto è nauseabondo e, per mitigare il pyzzo ed evitare la proliferazione delle zanzare, gli indios stanno seppellendo i pesci. Senza la loro principale fonte di cibo e acqua, gli indios Pataxó Hã-hã-hãe dipendono totalmente dalle donazioni. Jorge Luiz de Paula, coordinatore regionale della Fundação Nacional do Índio (Funai), arrivato nel villaggio poco dopo  il team di Greenpeace e Cimi, ha detto: «Siamo qui alla ricerca di alternative. Inizialmente, il volontariato, che è dove c’è già disponibilità di risorse». Ma la Campos fa notare che «Fino al giorno della nostra visita, la Vale non aveva ancora contattato la comunità. Werrymery mi ha mostrato due bottiglie di campioni d’acqua del fiume. Una l’ha raccolta non hanno saputo del crollo, quando il fango tossico non aveva ancora raggiunto il villaggio, e l’altra, due giorni dopo, quando gli sterili hanno raggiunto quel punto del fiume. Il contrasto cromatico è forte, che va da un marrone quasi cristallino a un marrone terroso».

La Werrymery ha detto: «La terra vomita, quindi non sta bene. Tutto ciò che distrugge la natura si distrugge. Quest’acqua è importante per la comunità. Il nostro rapporto con il fiume è molto speciale perché i Pataxó provengono da una goccia d’acqua caduta sulla terra».

fonte: Greenpeace. org – greenreport.it