Spesa sostenibile, la nuova frontiera è sul web

MILANO – Fare acquisti on line è comodo, ma un po’ freddino. Si sceglie il prodotto, si paga ed è finita lì. La nuova frontiera della spesa sul web potrebbe essere allora quella di restituire rapporti umani e calore. C’è chi ci sta provando.

Stefania Marucci ha aperto, nel cuore del quartiere Sarpi a Milano, un punto dell’”Alveare che dice sì”, piattaforma digitale sulla quale si possono acquistare frutta, verdura, pane, carne, birra e tante altre prelibatezze di piccoli produttori locali. Si paga e si va a ritirare la merce nel giorno stabilito nell’Alveare a cui ci si è iscritti (ce ne sono 21 in Italia, concentrati soprattutto in Lombardia e Piemonte), dove si incontra anche il produttore. Francesco Giberti, insieme ad altri cinque amici, ha invece creato Myfoody.it, rete contro lo spreco on line con gli indirizzi dei negozi che offrono alimentari, con sconto minimo del 30%, altrimenti destinati al macero. Stefania e Francesco saranno a Fa’ la cosa giusta! con i loro stand per farsi conoscere.

L’Alveare di cui è responsabile Stefania è nella sede di Impact Hub in via Paolo Sarpi 8. È stato inaugurato a metà dicembre. “Nel giro di un mese siamo arrivati a circa 200 iscritti -sottolinea-. Sono persone che abitano o lavorano nel quartiere. Il ritiro degli acquisti è al mercoledì, dalle 18 alle 19.30. Sono ovviamente presenti i produttori, tutti della Lombardia. Chi acquista paga on line e viene qui solo per ritirare e chiacchierare con loro”. Può sembrare una forma di Gruppo di acquisto solidale 2.0, ma in realtà non lo è, in quanto sia i gestori della piattaforma sia chi è responsabile di un singolo Alveare trattengono ciascuno l’8,35% sulle somme pagate. “La cosa più difficile per noi piccoli produttori è farci conoscere -racconta Claudio Mapelli, che alleva a Cassano D’Adda mucche e capre da latte-. L’Alveare mi dà visibilità e mi mette in contatto con nuovi clienti. Il bello è che posso spiegare loro di persona come faccio i miei formaggi e la ricotta”.

A tutti è capitato almeno una volta di cercare prodotti con la data di scadenza più lontana possibile, andando a scovarli oltre le prime fila dello scaffale. Alla ricerca di una freschezza assoluta, ci siamo mai chiesti che fine fanno gli altri, scartati perché hanno anche solo un giorno di vita vissuta in più? Francesco, con i suoi cinque compagni d’avventura, ha trovato la soluzione che fa risparmiare il consumatore e salva quintali di cibo. “Su Myfoody i punti vendita convenzionati pubblicano le loro offerte -spiega Francesco-: oltre a quelli prossimi alla scadenza, ci sono anche quelli che hanno difetti estetici di confezionamento oppure sono in eccesso per un’errata pianificazione degli acquisti”. I consumatori non devono fare altro che scaricare l’applicazione gratuita sul proprio smartphone, guardare quali prodotti sono in offerta e andare a comprare ciò che interessa nel negozio indicato. Si parte a metà febbraio con 11 punti vendita su Milano: dal minimarket di quartiere al grande magazzino. Nei negozi aderenti ci sarà l’area antispreco targata Myfoody con i prodotti scontati e attraverso i qr code si potranno leggere consigli su come ridurre gli sprechi in casa, ricette e informazioni su cibo e salute.

Dario Paladini, redazione Terre di mezzo, 2.02.016
Credits foto: Myfoody