“Sottozero”, il dramma carcerario al Teatro Bolivar di Napoli

NAPOLI – Sottozero è la cella n fondo alla quale uomini armati, rappresentanti dello Stato, seviziavano e massacravano uomini nudi e indifesi. Sottozero, opera ispirata alla storia vera di Pietro Ioia, è un dito puntato contro il fallimento dello Stato nella missione di rieducazione che un istituto di detenzione dovrebbe avere.

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Da un’idea di Antonio Mocciola, scritto dallo stesso con Sandro Dionisio, lo spettacolo, cui i racconti di Ioia hanno offerto lampi di verità, è un viaggio nell’incubo di un ragazzo napoletano, che invecchia in carcere e ne esce dopo 22 anni, trovando la forza di raccontare le vessazioni subite e le ingiustizie patite. La regia di Dionisio non lascia scampo, serrata e spietata disegna tutte le traiettorie di un sistema infame e vigliacco, del tutto simile a quello che, all’esterno, produce la delinquenza quotidiana a cui assistiamo da decenni.

In un confronto a due tra un detenuto e un suo aguzzino, Sottozero diventa presto, per lo spettatore, un claustrofobico inferno di parole e gesti, di soprusi e violenze ai limiti del sopportabile, fino allo spiraglio di luce finale.

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Oggi Pietro Ioia è il presidente dell’Associazione Ex Detenuti di Poggioreale, ed è attivissimo nella difesa di chi è ancora tra le mura del carcere, e non ha la voce per gridare il proprio dolore.

Sottozero (con Ivan Boragine, Pietro Ioia, Marina Billwiller e Diego Sommaripa) andrà in scena al Teatro Bolivar di Napoli ( Via Bartolomeo Caracciolo 30) sabato 16 gennaio alle ore 21 e domenica 17 gennaio alle ore 18.30.

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