Sagra del Fungo di Borgotaro, alla scoperta del sottobosco in 4 giorni di fiera

BORGOTARO – A circa 60 km a sud di Parma, in quell’estremo lembo di terra emiliana che si apre verso la Toscana e la Liguria, sorge Borgo Val di Taro: in una E’ in questa valle dolce e verdeggiante che 42 anni fa nacque la Fiera del Fungo di Borgotaro IGP, per celebrare questo prezioso dono della natura, rinomato in tutto il mondo e accanto a cui i Borgotaresi hanno saputo nel tempo costruire una propria immagine, una sua economia, un marchio di qualità.

Nei due week end di fiera, ovvero 16-17 e 23-24 settembre 2017, il centro storico di Borgo Val di Taro, fra scorci colorati e palazzi nobili, ospita le tipicità del proprio territorio e di tanti altri, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, per una carrellata del gusto che porta in fiera il meglio delle produzioni locali delle regioni italiane.

Al centro di tutto, come ovvio, il prodotto principe di questa terra, il Fungo Porcino di Borgotaro IGP, unico micete ad avere ottenuto il marchio in Europa, protagonista degli stand centrali della fiera e presenza costante nei menù dei tanti ristoranti presenti nel centro storico e nei dintorni.

In questa nuova edizione 2017, ritorna l’area più “social” , ovvero lo spazio “Showcooking” con tanti eventi ogni giorno, per parlare di cucina e guardare grandi chef all’opera. Fra gli ospiti di quest’anno, Giulia Brandi di Masterchef Italia e Roberto Valbuzzi da “La prova del cuoco”.

Nuovi eventi in questo spazio sempre più coinvolgenti con gli show “Panino gourmet e cocktail” a cura di Luca Farinotti (Mentata 104 bistrot Parma) e un particolare laboratorio di pasta madre in cui il pubblico potrà portare a casa un primo “ceppo” e preparare tanti impasti.

Immancabili gli spazi dedicato allo “Street food”, declinato nel vero senso della parola con la chiusura di una parte di Largo Roma che si trasformerà in un salotto di degustazione fra vini regionali, birre artigianali e piatti di qualità.

La musica farà da sottofondo a tutto questo ampio programma, guardando sempre nella stessa direzione della tipicità, con gruppi di musica itinerante e non, dalla pizzica (“I briganti”) alle musiche popolari piemontesi e non solo (con gli “Enerbia”, i “Quattrad” e “Contrada Lamierone”) fino alle esibizioni degli sbandieratori di Fivizzano e del Corpo Bandistico di Forte dei Marmi.