Riti criminali. I codici di affiliazione alla ‘ndrangheta

ciconte-2I rituali d’affiliazione vengono spesso frettolosamente catalogati come residui arcaici e simboli di arretratezza. Allora come si spiega il fatto che hanno preso piede anche nel Nord ricco e moderno e addirittura all’estero nelle capitali culturali e finanziarie del mondo? I codici sono lo strumento fondamentale per la «costruzione dell’identità mafiosa» e servono ad assicurare continuità, autorevolezza e forza alle azioni di comando soprattutto quando gli ‘ndranghetisti agiscono lontano dalla Calabria. I rituali forniscono agli uomini che si autodefiniscono d’onore una lettura della società, dettano norme rigide di comportamento, inventano una tradizione, creano il passato, forniscono l’ideologia, le motivazioni per potersi presentare all’esterno con un biglietto da visita diverso da quello di ladri, assassini, narcotrafficanti, sequestratori di persona, manigoldi. Studiare, analizzare e capire i rituali è fondamentale per penetrare nel nucleo oscuro della ‘ndrangheta.

L’autore Enzo Ciconte è docente di «Storia della criminalità organizzata» all’Università di Roma Tre e di «Storia delle mafie italiane» all’Università di Pavia. Consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia dal 1997 al 2010. È stato il primo a pubblicare un testo storico sulla ’ndrangheta in Italia, ’Ndrangheta dall’Unità a oggi, Laterza 1992. Numerose le sue pubblicazioni, molte delle quali con Rubbettino. Tra queste si ricordano Storia criminale, 2008; ’Ndrangheta, 2011; ’Ndrangheta padana, 2010; Banditi e briganti. Rivolta continua dal ’500 all’800, 2011; Politici (e) malandrini, 2013; Storia dello stupro e di donne ribelli, 2014.

Riti criminali. I codici di affiliazione alla ‘ndrangheta è un libro di Rubbettino Editore.