Riscoprire il territorio e le sue tradizioni Erbe ed erbacce di casa nostra

Andar per erbe” prende un significato particolare; vuol dire camminare, guardare e riflettere su quello che ci circonda e, soprattutto uscire momentaneamente ed estraniarsi dalla vita frenetica attuale ritornando, seppur momentaneamente, al ritmo lento di “stagioni passate”.
“Andar per erbe” ha il sapore particolare delle cose raccolte con le proprie mani e non acquistate già confezionate e precotte in qualche supermercato; significa andare alla ricerca di quei sapori unici che purtroppo si stanno perdendo e che solo certe erbe sono in grado di farci riscoprire.
Lo sapevano benissimo le nostre nonne che, in un recente passato, usavano frequentemente le erbe spontanee sia in cucina, per la preparazione delle pietanze, sia in forma di infusi, tisane o unguenti come rimedio naturale per alcuni comuni acciacchi.
Era la norma dettata da altri tempi e purtroppo, a volte, anche dalla necessità di reperire ingredienti facili ed a basso costo.
Sono tantissime le “erbacce” di casa nostra ed ognuna con sue caratteristiche ed usi ben precisi.
Aromatiche, commestibili, medicinali o tossiche queste erbe rimangono sempre e comunque una eclatante manifestazione della natura che ci circonda anche se, a volte, non gli diamo peso o le guardiamo con disprezzo in quanto crescono anche su marciapiedi o lungo le strade dandoci quell’ innato “senso di disordine”.
Ad oggi, ci sono sempre più persone che si avvicinano all’uso di queste “piante alternative” dedicando una parte del loro orto alla loro coltivazione ma è bene, sempre ed in ogni caso ricordare alcune importantissime norme e/o precauzioni da adottare.
Raccogliere sempre queste erbe nei luoghi meno inquinati (lontano dalle città, da strade o da campi coltivati), lavarle sempre accuratamente e rispettare, come per le altre colture, il giusto periodo di raccolta; in caso di incertezza ricorrere sempre al consiglio di un esperto od al limite ad una guida botanica.
Come esempio voglio proporre l’uso di alcune “erbe selvatiche” una volta comuni sul nostro territorio ed ora, purtroppo, cadute nel dimenticatoio.

Allium ursinum
aglio orsino “strosa galén”
E’ graziosa pianta graziosa che presenta tutte le proprietà e caratteristiche dell’aglio comune; può essere utilizzato dalle foglie al bulbo ed il suo sapore rustico dona alle minestre ed alle zuppe un sapore ineguagliabile. I bulbi possono essere utilizzati come il comune aglio e per questo rappresentano un valido sostituto da utilizzarsi nelle più svariate preparazioni gastronomiche. Alta dai 15 ai 30 cm. fiorisce da fine
aprile a metà maggio ed era abbastanza frequente nei boschi umidi e ombrosi dove cresce fitta su vaste distese.
pesto di aglio orsino noci e nocciole
ingredienti
• foglie e fiori di aglio orsino
• olio extra vergine di oliva
• noci q.b.
• nocciole q.b.
• parmigiano grattugiato q.b.
Procedimento
Lavate bene le foglie ed i fiori di aglio orsino, asciugateli e metteteli in un mixer con olio extra vergine, frutta secca, un cucchiaio di sale grosso, il formaggio grattugiato e frullate il tutto.
Conservazione
Per la conservazione si possono scegliere due opzioni
Prima opzione
Versare il pesto in piccole bottigliette di pet (33 cl) e conservarlo in congelatore
Seconda opzione
• riempire i vasetti di vetro a chiusura ermetica e porli dentro una pentola
• coprirli con acqua fredda e far bollire per circa 172 ora
• lasciarli raffreddare nell’acqua
• lavarli, asciugarli e riporli in dispensa in luogo fresco e buio
Curiosità
Oltre che per condire la pasta od il riso, il pesto di aglio orsino si presta ottimamente come accompagnamento di carni o per creare bruschette un po’ diverse dal solito.

Borrago officinalis
Borragine “érba plusa – lèngua rada”
Pianta erbacea, spesso coltivata come annuale, può raggiungere l’altezza di 80 cm. Una volta molto comune è diventata, nel nostro territorio, alquanta rara; presenta foglie ovali e di colore verde scuro, ellittiche, picciolate che presentano una ruvida peluria. Le foglie giovani sono ottime e variamente impiegate in cucina in tante ricette. È sempre importante però prima farla bollire in modo tale da ridurre la presenza di alcune sostanze potenzialmente epatotossiche che questa pianta contiene; si può aggiungere a minestroni e zuppe, per farcire torte salate o ravioli ma è anche ingrediente perfetto per un risotto primaverile o per realizzare delle originali e gustose frittelle.
frittelle di borragine
ingredienti
• 12 foglie belle larghe di borragine
• 120 g di farina bianca 00
• 1 bicchiere di acqua gasata ben fredda
• 1 uovo
procedimento
Lavare delicatamente le foglie di borragine e farle asciugare su un telo. Preparare la pastella con farina, acqua ed uovo avendo cura di setacciare precedentemente la farina al fine di non ottenere grumi. Immergere le foglie di borragine nella pastella e friggere in abbondante olio ben caldo. Salare e servire ben calde.

Un articolo di Andrea Casarini