Riscaldamento globale: 2017 è l’anno più caldo che si sia mai registrato. Di Andrea Casarini

Il riscaldamento del sistema climatico globale è oggi indiscutibile, come emerge dalle osservazioni dell’incremento della temperatura media globale atmosferica e oceanica, dallo scioglimento dei ghiacci polari (in particolare dell’Artico), dalla riduzione dei ghiacciai delle medie latitudini, (compresa anche la copertura nevosa) e dall’innalzamento del livello medio degli oceani.
Dal 1880, cioè da quando sono iniziate le rilevazioni il 2017 è stato il secondo anno più caldo tra i 138 monitorati a partire dal 1880, cioè da quando vengono effettuate le rilevazioni delle temperature a livello globale.
Le nuove analisi della NASA, diffuse giovedì, confermano l’andamento registrato negli scorsi anni con temperature ben al di sopra della media; la temperatura media globale nel 2017 è stata di 0,90°C superiore a quella media registrata tra il 1951 e il 1980 confermandosi come il secondo anno più caldo registrato dopo il 2016, che mantiene quindi il record.
I dati e le analisi condotti dalla NASA comprendono misurazioni della temperatura della superficie da 6.300 stazioni meteorologiche analizzate utilizzando un algoritmo che considera la varia spaziatura delle stazioni in tutto il mondo, e gli effetti di riscaldamento urbano che potrebbero distorcere le conclusioni..
Anche la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), attraverso un analisi sperata e utilizzando altri metodi di valutazione è arrivata a conclusioni simili stimando un’anomalia di temperatura di +0.51°C rispetto alla climatologia di riferimento 1981-2010 e collocando il 2017 come il secondo anno più caldo di sempre, subito dietro al 2016 (+0.67°C) e davanti al 2015 (+0.46°C)
A livello geografico l’anomalia maggiore si è verificata intorno al mar glaciale artico, sopra l’Europa e l’Asia nordorientale, dove si sono superati i +5°C; anche Europa meridionale, nord America e Asia hanno fatto registrare anomalie positive e generalmente superiori a +1°C.
L’unica consolazione, si fa per dire, è che per la prima volta dal 2014, l’ultimo anno non abbia superato il record di quello precedente e non sia diventato l’anno più caldo di sempre!
C’è comunque poco da star tranquilli, visto che stiamo ormai viaggiando su temperature medie che sono costantemente più alte di circa 1°C rispetto a quelle di un secolo fa e che i quattro anni più caldi sono proprio gli ultimi quattro (2016-2017-2015-2014).
Per quel che riguarda l’Italia , dopo i record assoluti dei due anni precedenti (2015 e 2016), il 2017 fa registrare un’anomalia complessiva leggermente più bassa (+1.16°C rispetto alla media 1971-2000) ma sufficiente a collocarlo al 6° posto tra i più caldi da due secoli a questa parte.

Trend climatico degli ultimi due secoli in Italia (fonte Isac-Cnr)

Oltre alle alte temperature, il 2017 verrà ricordato nel nostro paese anche come l’anno della siccità, in cui si sono verificati numerosi e vasti incendi anche in aree e in mesi solitamente non soggetti ai roghi.
Tutto ciò è confermato ulteriormente anche dai dati Isac-Cnr, che classificano l’anno solare appena trascorso come il più secco di sempre, o perlomeno degli ultimi 2 secoli.
Mancano all’appello infatti circa il 27% delle piogge attese nel corso di un anno sul suolo italiano, o in altre parole circa 60 milioni di metri cubi d’acqua, più dell’interno volume d’acqua contenuto nel lago di Garda.
Nel 2017 solo i mesi di gennaio, settembre e novembre hanno visto precipitazioni lievemente superiori alla norma (e solo su alcune zone), mentre tutti i restanti mesi hanno fatto registrate scarti negativi anche molto importanti, tra cui spiccano ottobre (-80%), agosto (-82%), giugno (-53%), maggio (-50%) e marzo (-54%).

anomalia pluviometriche del 2017 (fonte Isac-Cnr)
Stesso discorso vale per i nostri ghiacciai; l’aumento delle temperature abbinato alla scarsa nevosità ha fatto sì che nel 2017 si sia persa nuovamente massa di ghiaccio, in particolare sulle Dolomiti dove i ghiacciai hanno perso tra 1 metro e ½ e oltre 2 metri di spessore nella sola estate del 2017confermando, purtroppo, il trend negativo in atto da oramai più di 20 anni
Concludo con una breve considerazione: “nonostante l’accordo di Parigi, ulteriormente indebolito dalla defezione di Trump, chieda il contenimento dell’incremento termico entro il 2100 a 2°centigradi di aumento di temperatura e caldeggia una possibilità di scendere ulteriormente a 1,5° e, nonostante la sensibilità verso le tematiche ambientali sia notevolmente aumentata negli ultimi anni, secondo ben 3 studi scientifici sul Riscaldamento globale, pubblicati sulla prestigiosa rivista americana Nature, il pianeta Terra avrebbe solo il 5% delle probabilità di invertire l’attuale tendenza”.

Di Andrea Casarini

Approfondimenti
NASA Global Climate Change https://www.climate.nasa.gov
Global climate report annual 2017 – National Climatic Data Center NOAA HYPERLINK “https://www.ncdc.noaa.gov” https://www.ncdc.noaa.gov
https://www.esrl.noaa.gov
Climate monitoring for Italy
HYPERLINK “https://www.isac.cnr.it” https://www.isac.cnr.it