Rifugiati: «Se la Storia non cambia verso, nell’arco di una vita rischiamo di esserlo tutti»

«Tutti noi possiamo essere rifugiati, trafficanti di rifugiati e cittadini che hanno paura dei rifugiati. Può capitare nell’arco di due generazioni, come a voi in Europa, o nell’arco di una stessa vita, come ai profughi siriani». A parlare è Hakan Gunday, uno dei più importanti scrittori turchi della nuova generazione.

«In Turchia sono anni che i migranti passano», racconta Gunday. «Prima dei siriani c’erano gli iracheni, prima ancora gli afgani e i pakistani. Per mille e cinquecento chilometri questa gente resta invisibile, fintanto che cammina. Diventano visibili solo quando muoiono, perché li filmiamo, li fotografiamo e li stampiamo sulle prime pagine dei nostri quotidiani. Prendi il caso di Aylan, il bambino siriano morto su una spiaggia turca qualche mese fa. Quel bambino non è morto il 2 settembre. Aylan su quella spiaggia c’era da anni, e ce ne starà altri di anni visto che i bambini tra Grecia e Turchia stanno continuando a morire».

Leggi tutto l’articolo e l’intervista ad Hakan Gunday su Linkiesta.