Retorbido, STOP pirolisi! Di Andrea Casarini

MILANO – Con 53 votanti  Il Consiglio di Regione Lombardia approva gli emendamenti blocca pirolisi voluti fortemente dalla Giunta Maroni. Una sentenza che sembra mettere definitivamente la parola fine sull’impianto di  Retorbido  per lo smaltimento e recupero degli PFU. Un passo importante anche se resta  ancora in essere la procedura VIA (con esito apparentemente scontato) e la prossima pubblicazione del DL n. 308 di riordino e tutela parchi all’interno del  quale è contenuto alche l’emendamento. Di seguito le considerazioni e gli interventi raccolti da Andrea Casarini.

romano-ferrariRomano Ferrari, Sindaco del Comune di Rivanazzano Terme: “Un ottimo risultato. Per essere sicuri bisogna che a questa azione seguano gli atti amministrativi. È comunque un passo importante e necessario. Per il futuro mi auguro che le decisioni locali in materia di Piano di Governo del Territorio non corrano più il rischio di essere votate dall’alto”.

paolo-gramignaPaolo Gramigna, Consigliere Area Vasta Provincia di Pavia: “Un grande ringraziamento a tutti quei Consiglieri che ieri hanno votato l’emendamento assumendosi  anche rischi personali patrimoniali. Una legge che ha valore retroattivo potrebbe essere contestata dai proponenti che potrebbero anche rivalersi in solido su chi l’ha votata. Speriamo tutto ciò sia sufficiente per arrivare ad un diniego dell’autorizzazione. I prossimi mesi saranno ancora fondamentali per capire tutto ciò”.

mattia-franzaMattia Franza, Sindaco del Comune di Bagnaria: “Sono soddisfatto dell’esito del primo step che è uscito ieri dal Consiglio Regionale. Auspico quanto prima che l’iter legislativo si concluda a breve con il diniego definitivo a questo scellerato progetto che nulla centra rispetto al luogo ove si vorrebbe realizzarlo: una terra di forti tradizioni rurali con un patrimonio naturalistico da preservare per le future generazioni”.

carluccio-tortiCarluccio Torti Carluccio, Tecnico della Prevenzione: “Un atto dovuto: prevenzione = ricerca dell’equilibrio, fondamento per la vita delle popolazioni e dell’ambiente antropico del territorio.  Queste semplice schema ci porta alle giuste considerazioni di come l’introduzione di un nuovo centro di produzione di agenti pericolosi per l’ambiente e la salute porterebbe solo un grosso danno le cui conseguenze sarebbero state  pagate a caro prezzo sia dalla popolazione locale (malattie e contrazione economica) sia dall’intera società per l’incremento dei costi sociali legati soprattutto al settore sanità/salute

marco-cosentinoMarco Cosentino, Medico e docente di farmacologia medica all’Università dell’Insubria Varese: “Forse, e va detto forse, i cittadini dell’Oltrepò sono riusciti a scongiurare la costruzione di un enorme impianto di incenerimento nel cuore di un territorio a vocazione vitivinicola e dichiaratamente area di elevato valore ambientale e paesaggistico. Complimenti alla tenacia con cui hanno saputo sostenere le loro buone ragioni nell’interesse di tutti. Vale la pena osservare, anche senza alcun intento politico, che la Riforma Costituzionale che verrà sottoposta a referendum popolare il prossimo 4 dicembre potrebbe vanificare tutto in quanto contiene una “clausaola di supremazia” che consente al Governo Centrale di imporre localmente decisioni definite “strategiche”  scavalcando  tutti gli organi Regionali e locali. Sicuri che ne valga la pena? Personalmente preferisco di NO”.

giovanni-ulissiUlissi Giovanni, bancario: “Attualmente abito e vivo in Provincia di Teramo ma ho passato in Oltrepò Pavese gli anni più belli della mia giovinezza  dove, non disdegno di ritornare almeno un paio di volte all’anno per incontrare gli amici di infanzia. Il progetto dell’impianto di pirolisi è un assurdo ed è incompatibile con la vocazione di quel territorio. Un esempio estremo  che rende bene  l’idea è quello di voler  mettere un water all’interno di un salotto: pertanto pulito e pertanto bene ci possa stare non è il suo luogo di appartenenza ! Un plauso al Consiglio Regionale che con questo atto ha dimostrato che la “buona politica” esiste e si può fare. La tutela del bene comune deve sempre essere superiore al business ed agli interessi dei pochi che andrebbero a gravare con problematiche di salute pubblica, economica  (con conseguente perdita del valore immobiliare) e sul benessere sociale degli abitanti di quella splendida zona alla quale sono molto legato”.

Andrea Casarini