Pomodori migranti

Francesco Amorosino, fotografo della provincia di Potenza di base a Roma, dove si dedica sia a lavori commerciali che di racconto per immagini, è uno dei tre vincitori italiani di quest’anno, insieme ad Alberto Alicata e Massimo Bonfatti, dei Sony World Photography Awards, uno dei premi di fotografia più importanti al mondo.

pomodoriAmorosino ha trionfato nella categoria Still Life (natura morta) grazie alla sua serie «Migrant Tomatoes». I pomodori vengono rappresentati in maniera inedita: ancora sporchi di terra dopo il raccolto, sembrano delle sculture marmoree, dei monumenti. «Sulla superficie incrostata dal suolo dei pomodori comprati da mia nonna per fare la salsa fatta in casa – racconta – ho visto le impronte delle persone che li avevano raccolti, e ho pensato alle ore che hanno passato al sole, pagati solo 1 o 2 euro per ogni cassetta».

La serie racconta, dunque, il dramma di chi subisce il caporalato e la tragedia delle morti bianche: solo lo scorso anno 13 persone sono decedute per il lavoro sotto alte temperature. «Con queste foto ho voluto avvicinare il problema alla gente comune, far capire che quanto successo è nostra responsabilità. Spero che quest’estate le cose possano andare in modo diverso». Una selezione delle foto vincitrici del concorso saranno visibili a Londra presso la Somerset House fino al prossimo 8 maggio.

Per ammirare i lavori di Francesco Amorosino, ecco il suo sito personale: www.francescoamorosino.com. Da lì andate su http://www.francescoamorosino.com/#!migrant-tomatoes/c809

Carlo Dutto, Close Up

Fonte: La Bottega del Barbieri