Pianeta Terra ultima chiamata

Pianeta Terra ultima chiamata! Un articolo di Andrea Casarini

Nonostante la sconsiderata tesi negazionistica di Trump sui cambiamenti climatici (a mio parere un negazionismo organizzato e politico dove è chiaro che dietro c’è il supporto delle lobbie dei combustibili fossili ) i numeri e gli studi non lasciano adito ad alcun dubbio: le sorti del mondo intero dipendono da mezzo grado. Nel dicembre del 2015 (COP 21) gli stati partecipanti si erano impegnati a mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine e a continuare gli sforzi per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C al fine di ridurre in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici in conformità con le soluzioni scientifiche più avanzate e disponibili.
Purtroppo , ad oggi, gli impegni presi non sono stati sufficienti a mantenere l’innalzamento delle temperature entro gli 1,5°C (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) in quanto la situazione, confortata da ben 6 mila studi scientifici e ricerche confermano che quanto si è fatto non è assolutamente sufficiente per mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia stabilita. Infatti, la temperatura globale ha già toccato +1°C rispetto all’era pre industriale e, con il trend attuale di emissioni stiamo per raggiungere, entro il 20140, gli 1,5°C ( + 2°C oltre il 2050 e +3°C entro il 2100). Non è allarmismo o fantascienza! Non è una mera questione di numeri e la matematica non è un opinione!

Le conseguenze di questo “misero ½ °C” in più sarebbero drammatiche per il nostro pianeta e per tutte le specie che lo abitano comportando conseguenze devastanti per i ghiacciai, i raccolti e tutti gli ecosistemi. Basti pensare che le estati senza ghiaccio nell’artico saranno 10 volte più probabili; che il 37% della popolazione globale correrà il rischio di forti ondate di calore ogni cinque anni; che molte specie animali scompariranno (gli insetti impollinatori sarebbero due volte più minacciatiti) così come le barriere coralline (restare al di sotto dei +1,5°C significherebbe evitare la scomparsa dei coralli salvandone almeno il 10%).

Senza contare il drastico divario, conseguenza del Global Warming/Climate Change che porterà a sempre più drammatici diseguaglianze tra le popolazioni ricche e povere con conseguente aumento della mortalità, carenza di beni primari, esodi di massa ecc..  Arginare le emissioni dei gas effetto serra è urgente e doveroso in quanto se mai arrivassimo ai +2°C andremo incontro ad un aumento dell’acidità dei mari con perdita di 3 milioni di tonnellate di pesce e con giorni estremante più caldi come quelli che abbiamo sperimentato nell’emisfero nord.
Per portare un esempio e senza andare troppo lontano voglio ricordare che in Italia il 2017 è stata la seconda estate più calda della storia meteorologica del nostro paese.

Questo ha infierito particolarmente sui ghiacciai; si è perso nuovamente massa di ghiaccio, quindi, sia il caldo dell’estate sia la scarsa nevosità, in particolare sulle Dolomiti, ha fatto sì che i ghiacciai hanno perso tra 1 metro e ½ e oltre 2 metri di spessore nella sola estate del 2017 confermando il trend negativo in atto da oramai più di 20 anni.È un trend che ci sta consumando i ghiacciai ad un tasso molto superiore a quello del passato e che ai modelli di simulazione lascia poche speranze alla conservazione di questo patrimonio per il futuro.
Verso il 2050 le Alpi saranno pressoché deprivate dalla maggior parte del ghiaccio. Concludo con la risposta che il Dott Luca Mercalli mi diede durante un’ intervista del settembre 2017: “Lo stato del nostro pianeta è molto compromesso tant’è che ormai ha avuto una denominazione nuova che lo marchia per il futuro, anche di lunghissima data a livello di epoca geologica, come Antropocene.  Dal ‘900 in poi l’umanità ha profondamente segnato tutti i processi naturali; il clima è solo uno di questi. Sappiamo che ci sono altri processi profondamente compromessi che vanno dalla perdita della biodiversità , all’acidificazione degli oceani, lo squilibrio nei cicli dell’azoto e del fosforo, gli inquinanti di ogni genere che sono stati immessi in natura e di cui tra l’altro facciamo le spese anche noi da un punto di vista sanitario.  Mettendo insieme tutto questo, ci accorgiamo che siamo in un momento delicatissimo della nostra storia e dobbiamo prendere atto che non è possibile continuare in questo modo perché moltissimi di questi processi.
1°- sono additivi, cioè peggiorano
2°- sono irreversibili almeno sui tempi umani
3°- potrebbe anche avere effetti di combinazione uno con l’altro quindi si possono anche auto amplificare.
Chiaro che chiunque veda questi numeri davanti a se dovrebbe dire: “Questa è la vera urgenza della nostra contemporaneità; evitare di finire in un collo di bottiglia. Abbiamo un collasso globale del sistema naturale che si riflette contro di noi”.
Non mi sembra che ci sia questa consapevolezza e quindi, personalmente, sono piuttosto preoccupato nel senso che subiremo delle conseguenze via via crescenti verso le generazioni future.”

Di Andrea Casarini  

– immagini tratte da: www.gogreen-lab.com – blankgogreen-lab.com . clima-ghiacciaio-alpi-adamello-suretta-situazione-_blankinmeteo.net