Parole liberate: premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute

Parole liberate: oltre il muro del carcere” è un Premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute nelle carceri italiane. L’iniziativa nasce nel febbraio del 2014 da un’idea dell’autore Duccio Parodi, sviluppata con Michele De Lucia (giornalista e scrittore) e Riccardo Monopoli (attore).

Il 13 febbraio 2016 il Premio ha ottenuto un importantissimo riconoscimento, in quanto lo stesso è stato rilanciato e promosso da Carlo Conti nel corso della finalissima del Festival di Sanremo. Nella stessa occasione Gabriel Garko ha letto davanti a dodici milioni di telespettatori la lirica vincitrice della 2a edizione. Lo stesso giorno il quotidiano Avvenire ha dedicato un’intera pagina all’iniziativa.

La 3a Edizione è dedicata alla memoria di Marco Pannella. L’idea originale di “Parole liberate” è quella – mai tentata prima in Italia – di chiedere ai detenuti non semplicemente di “scrivere una poesia”, ma di divenire coautori di una canzone: il bando prevede infatti che la lirica vincitrice sia affidata a un “big” della musica italiana, perché la trasformi in Canzone.

Il big della Prima edizione (58 testi in gara) è stato il cantautore Ron, che ha musicato “Clown Fail” di Cristian Benko in arte Lupetto, allora detenuto presso il carcere di San Vittore. Il big della seconda edizione (129 testi in gara) è Virginio Simonelli, già vincitore di Amici e Sanremo Giovani, autore di livello internazionale che collabora con Celine Dion, Nora Jones e Laura Pausini: musicherà “P.S. Post scriptum” di Giuseppe Catalano, detenuto presso il carcere di Opera.

“Parole liberate” è una iniziativa di impegno sociale e civile senza scopo di lucro, che vuole:

1. contribuire a dare concreta espressione all’articolo 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”);

2. sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni nelle quali le persone detenute oggi scontano la pena, e sostenere le Istituzioni nell’urgente soluzione di questo grave problema (l’8 gennaio 2014 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per le condizioni inumane delle carceri italiane a causa del loro strutturale sovraffollamento, e ha chiesto al nostro Paese di mettere in campo soluzioni adeguate ad invertire la tendenza e a garantire che le violazioni non si ripetano);

3. richiamare l’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica su quello che succede “dopo”, una volta usciti dal carcere, sulla necessità di impegnarsi quanto più possibile per l’effettivo reinserimento sociale – innanzitutto attraverso il lavoro – di coloro che abbiano finito di scontare la pena.

“Parole liberate: oltre il muro del carcere” si svolge in collaborazione con il DAP e con A buon diritto, Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari), Antigone, Associazione Ram Dass, Cetec (Centro europeo teatro e carcere), Fed.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapia), La Ribalta – Centro studi Enrico Maria Salerno, Ristretti Orizzonti, Storieria.com. Della Giuria fanno parte personalità come l’attore Toni Garrani e il giornalista del quotidiano la Repubblica Ernesto Assante. Le prime due edizioni si sono svolte in collaborazione con il Premio Lunezia di Stefano De Martino, che ha ospitato “Parole liberate” come sezione speciale.

Clicca qui per visionare bando e regolamento completi.