Parco Naturale del Monte Dobratsch: 15 anni al servizio della natura

Questa è una storia di come una scelta politica votata alla natura abbia generato risultati positivi per tutto il territorio. Siamo in Austria, e più precisamente in Carinzia. Nel 2002 l’area intorno al Monte Dobratsch viene inserita all’interno dell’omonimo parco naturale nei pressi di Villach, a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio.Quest’anno si celebra il 15° anniversario e nonostante il Parco Naturale del Monte Dobratsch sia una realtà relativamente giovane, rappresenta una realtà davvero unica, perché testimonianza di come il turismo sostenibile sia una grandissima risorsa per un territorio, e non solo per il suo ambiente. Una gestione oculata che ha posto l’insediamento umano in sintonia con i tempi della natura.

Una storia lunga secoli
Il Monte Dobratsch viene citato per la prima volta in un documento del 1348: in quell’anno, una frana disastrosa, provocata da un terremoto, fece precipitare in fondo valle circa 150 milioni di metri cubi di roccia. Secondo le cronache dell’epoca, 17 villaggi rimasero sepolti. Fu quella frana a dare l’aspetto attuale allo scosceso versante meridionale del monte. Ricca di fauna e flora, l’area dello “Schütt” ai piedi del Dobratsch, è ancora oggi una testimonianza tangibile di quell’antica tragedia. Il suo paesaggio con aspetti mediterranei è solo una delle diverse zone climatiche esistenti intorno e all’interno del parco naturale, che ospita una straordinaria varietà di specie animali e vegetali, alcune delle quali molto rare.

Un tesoro inestimabile da proteggere: l’acqua
Fino ad alcuni anni fa il Monte Dobratsch era uno dei più apprezzati comprensori sciistici della regione di Villach, e ogni inverno ospitava sulle sue piste migliaia di appassionati di sport invernali. La scelta di chiuderlo fu sicuramente molto coraggiosa, e per alcuni versi anche rischiosa, andando a togliere al territorio un’importante fonte economica. Ma fu accettata visto il vero motivo che stava alla base di una decisione simile, ovvero proteggere un tesoro di inestimabile valore racchiuso proprio nel cuore nel monte: l’acqua. L’antica roccia calcarea della montagna è infatti solcata da grotte, fessure e colatoi, attraverso i quali scorrono la pioggia e l’acqua derivata dallo scioglimento della neve, che in questo modo arrivano fino alle profondità più remote del Dobratsch arricchendosi di sostanze salutari. Da qui poi tornano quasi per magia in superficie, sgorgando in fonti termali dispensatrici di benessere, apprezzate fin dai tempi più antichi. Ma non solo, anche l’acqua potabile della città di Villach deriva in gran parte da fonti alimentate dalle riserve idriche all’interno del massiccio del Dobratsch. Ed è proprio per proteggere questo grandissimo e prezioso patrimonio che fu presa la decisione di chiudere gli impianti sciistici e di restituire alla montagna la sua splendida veste originale, tutelandola e iniziando a promuovere esclusivamente un turismo dolce e a basso impatto ambientale.

Il 24 settembre 2002 venne inaugurato il Parco Naturale del Monte Dobratsch, il primo parco naturale della Carinzia. Insieme a Villach, anche Arnoldstein, Bad Bleiberg e Nötsch im Gailtal, comuni confinanti con l’area del parco, si sono uniti in un progetto unico, fondato su quattro principi: informazione, ricreazione, sviluppo locale e tutela dell’ambiente. Diversamente da quanto pensato dai più scettici, la nascita del parco ha generato preziosi posti di lavoro, anche grazie alle diverse attività e iniziative organizzate che mettono sempre al primo posto la conservazione della natura e delle tradizioni popolari.

Turismo a impatto zero alla scoperta della natura
Quelle che un tempo in inverno erano piste da sci, oggi sono tracce per il fondo, lo scialpinismo o le racchette da neve: non più la massa colorata e festante degli sciatori, ma il silenzio e la tranquillità. Allo stesso modo in estate il parco offre sentieri diversi per il trekking, permettendo di vivere la natura in modo diretto ma allo stesso tempo rispettoso dei suoi ritmi. Guide esperte accompagnano, su richiesta, gli escursionisti alla scoperta della fauna selvatica: è possibile osservare da vicino le femmine e i cuccioli di camoscio, oppure incantarsi davanti alle eleganti evoluzioni aeree delle aquile reali che si stagliano nel cielo terso. Dalla SkyWalk, una piattaforma panoramica sopra il baratro della “Rote Wand”, la grandiosa Parete Rossa, si apre una favolosa vista che spazia dagli Alti Tauri fino alle Alpi Giulie.

Un percorso in quattro tappe
L’amministrazione del Parco Naturale, in collaborazione con i comuni vicini, ha realizzato un sentiero ad anello intorno al Dobratsch che vale davvero la pena di percorrere. Si tratta di un trekking di più giorni che attraversa diversi paesaggi naturali e culturali, dove le testimonianze della storia s’incontrano ad ogni passo: edifici storici e paesi caratteristici con interessanti monumenti culturali. In quattro tappe, il sentiero “Dobratsch Rundwanderweg” conduce in un appassionante viaggio nella natura e nel passato.

Natura allo stato puro
Il Parco Naturale del Monte Dobratsch ospita anche una grande diversità di piante. Una ricchezza che nasce da un habitat molto vario, con diverse zone climatiche e quote di altezza: tra foreste secolari e pascoli alpini, si va dal territorio tipico dell’ultima era glaciale a quello più mite di impronta mediterranea. Un piccolo gioiello di tanta abbondanza è racchiuso nel giardino botanico Alpengarten Villach (www.alpengarten-villach.at), un vero Eden che permette ai visitatori di inebriarsi di tutta la bellezza e i profumi, introvabili altrove, della flora delle Alpi Orientali.

Emozioni e storia in vetta al Dobratsch
Gli escursionisti che salgono fino sulla vetta, a 2.166 metri di quota, si trovano di fronte due chiese distanti fra loro solo pochi metri ed entrambe consacrate alla Vergine Maria. Secondo una leggenda, la chiesetta oggi nota come “Windische Kirche” (chiesa slovena) deve la sua esistenza a una nobildonna che la fece costruire nel 1690 in seguito a un’apparizione della Madonna. Ma per disaccordi con i proprietari del terreno, la chiesa venne eretta un po’ più a valle del luogo esatto dell’apparizione. Molti fedeli non si diedero per vinti, e già nel 1692 vollero consacrare nel luogo esatto dell’apparizione di Maria una seconda chiesa: la “Deutsche Kirche” (chiesa tedesca). A poca distanza dalle due chiese si trova un altro edificio storico: costruito nel 1810, l’ex-rifugio Ludwig-Walter-Haus è stato completamente ristrutturato alcuni anni fa e reso autonomo dal punto di vista energetico. Con il nome di “Gipfelhaus” (rifugio di vetta), questa struttura del club alpino austriaco dispone di 40 posti letto e anche di alcune sale per seminari. Ovviamente il Gipfelhaus non è l’unico rifugio che offre ristoro e ottima gastronomia agli escursionisti: anche all’accogliente Aichingerhütte e alla meravigliosa Rosstrattenstüberl, dove termina la strada panoramica Villacher Alpenstrasse, si possono gustare delizie carinziane. Chi preferisce evitare la lunga salita a piedi ma non vuole inquinare l’ambiente con la propria auto, d’estate può utilizzare l’ecologico Shuttlebus che tre volte alla settimana è in servizio nel parco naturale. Il suo utilizzo è completamente gratuito per i possessori della Erlebnis CARD della zona turistica di Villach.

Per informazioni: www.region-villach.at/it