Pacho, ex guerrigliero ed esule argentino suicida a Brescia

Sabato 7 gennaio 2017, ho ricevuto la tristissima notizia della morte violenta di un caro amico: Pacho, un compagno argentino esule politico in Italia dalla fine degli anni 70, che ha deciso di morire sparandosi un colpo di pistola nella sua abitazione nel centro di Brescia. Eduardo “Pacho” Della Giovanna, nato in Argentina nel 1951, è stato militante attivo contro la dittatura argentina, esiliato si stabilì a Brescia alla fine degli anni ‘70 e si impegnò in attività di solidarietà con i popoli latinoamericani. In particolare lo si ricorda, accanto a Guido Puletti e ad altri esuli latinoamericani nella campagna per il boicottaggio dei mondiali d’Argentina del ’78 e nella lotta contro l’installazione in Italia dei missili Pershing e Cruise nei primi anni ’80. Fu presidente di Apasci (Associazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione internazionale). Sempre attento alla situazione politica internazionale partecipò nel corso di questi ultimi anni a iniziative e manifestazioni organizzate dalla sinistra a Brescia.

Ecco la disperata denuncia che, prima di spararsi, Pacho ha inviato, alle ore 6,14 del 7 gennaio 2017, una mail in spagnolo a Radio onda d’urto e ad alcuni altri amici e amiche. Un testo denso di dignità e allo stesso tempo un amaro grido di accusa verso il sistema di governo veramente criminale e assassino, questo non è un suicidio è un omicidio di stato.

Vi prego di leggere questa traduzione che è una sintesi della lettera in originale spagnolo.

Teresa Messidoro

La lettera di Pacho:

“Oggi, 7 gennaio 2017, condivido con voi i pensieri che da tempo pesano sul mio cuore.

Io, Eduardo Della Giovanna, conosciuto dagli amici con il nome “Pacho” dovrei compiere 66 anni il 30/01/2017. Dal Gennaio 2015 tra ferie, permessi retribuiti, cassa integrazione. non sto più lavorando. Non è stato più possibile proseguire con le collaborazioni esterne, ero “collaboratore della Provincia di Brescia nel settore Trasporto pubblico” tramite Cooperativa Sociale, ma con le nuove leggi i tagli di bilancio decretati dal governo sono definitivamente disoccupato dal Giugno 2015 con un sussidio di disoccupazione (INPS-Naspi) che terminerà ad Aprile o Giugno del 2017 e che ammonta a 599,00 euro mensili, decisamente insufficienti per far fronte alle varie spese di vitto e alloggio.

Malgrado i 34 anni di contributi pensionistici versati allo stato italiano, con le nuove disposizioni legislative in materia (grazie sig.ra Fornero!), io resterei 18 mesi a reddito zero senza la possibilità economica di sopravvivere, dato che non avrei entrate fino al momento in cui la legge mi permetterebbe di percepire una pensione e la mia possibilità reale di poter trovare un’occupazione oggi in Italia è tanto probabile come vincere una lotteria senza possedere il numero vincente.

Ho letto su Facebook (non so se sia vero) l’affermazione di un ministro Italiano che con 350,99 euro si può vivere dignitosamente, lo stesso che dichiarò che i giovani andassero all’estero, io gli suggerirei di provarci lui che mi risulta incassi qualcosa come 10.000 euro mensili e mi spieghi come posso io pagare 380,00 euro di affitto, più luce, gas, acqua, telefono, restituire alla banca 180,00 euro mensili e possibilmente mangiare. Parlo di pura sopravvivenza non di lussi, è possibile?, …Mi piacerebbe pubblicare su Facebook le mie riflessioni-condizioni di vita che condivido con milioni di persone in questo paese, ma credo che mi censurerebbero, vorrei leggere le risposte, anche se naturalmente non potrò leggerle perché per me sarà già“time over”…

So di essere in parte responsabile per le mie condizioni di salute, ne prendo atto, ma a volte si reagisce come si può a situazioni drammatiche: la separazione e divorzio nel 1997; una mia lenta discesa nella dipendenza da alcool (vino) e tabacco; la malattia della mia compagna nel 2006 che è terminata con la sua morte quando aveva compiuto 44 anni, il mio conseguente infarto con 3 by-pass nel 2010; il suicidio della mia seconda ex-moglie in quello stesso anno; la manifestazione di un carcinoma alle corde vocali nel 2013 con conseguente intervento chirurgico; la disoccupazione e l’impossibilità di sopravvivere, tutto questo mimpare possa portare ad un’unica evidente conclusione.

Dopo tutto, cosa mi resta? che io perda amici stretti e sinceri? ho già perso la mia autostima e ogni istinto di sopravvivenza.

Psicologicamente la mancanza di soluzioni possibili e/o reali mi angoscia e deprime. Ha chiamato la mia banca (o la finanziaria) perché devo tre rate del prestito, le bollette che arrivano comunque e malgrado non siano cifre esose, certamente ininfluenti per un politico o possibili per un occupato, per me sono impossibili, 1.000 o 1.00.000 di euro sono la stessa cosa perché qualsiasi sia la cifra io NON POSSO PAGARLA, semplicemente perché non l’ho.

Perdonate l’analisi superficiale e ripetitiva del sistema e cause… ma in questo ultimo momento ragiono con i gomiti. Non ho più voglia di vivere né motivi per farlo, tutto sta precipitando di ora in ora.

Dovrei farmi una visita medica oculistica (è dieci anni che non lo faccio e vedo malissimo!), ma non ho denaro.

Dovrei consultare un dentista (ho vari elementi in auto-espulsione per non parlare dell’igiene dentale), ma non ho denaro.

Dovrei provvedere alle minime necessità quotidiane, ma non ho denaro, così come non posso saldare le fatture pendenti che dovrei estinguere entro Gennaio 2017

Questa è la mia vita oggi in un paese “democratico” (con una costituzione bellissima e disapplicata) dove un parlamentare (destra-centro-sinistra?) in 1 mese guadagna quanto io non guadagno in 1 anno (la NASPI non contempla neppure la tredicesima! ) e la sopportazione di questa condizione è diventa per me troppo pesante.

Politiche e sistema di governo decidono come devo morire, se di fame o di debiti; mi hanno tolto l’illusione che la vita, anche se difficile, sia bella; non sopravvivo con il sorriso di un bambino o la bellezza di un tramonto o di un’alba; questo sistema mi ha annientato, se non pago e/o non produco, non servo e dunque devo scomparire.

Confesso, non mi hanno vinto i militari argentini, ma adesso non ne posso più. Ho sottostimato la potenza distruttiva di questo sistema, un nemico che mai avrei immaginato tanto inumano e feroce.

In ogni modo non rinnego assolutamente la mia vita militante in Sudamerica contro un regime atroce così come non rinnego il mio impegno sincero in Italia in cui ho lavorato per anni nella solidarietà e nella cooperazione internazionale, ho conosciuto la generosità umana di tanti italiani e non solo.

Non sono capace di elemosinare, ho sempre lavorato duramente, ma ora non mi consentono più di guadagnare il pane quotidiano e mi dispiace per gli amici sinceri che mi circondano e anche per la proprietaria di questa casa, la dottoressa A.V. alla quale devo 7 mesi di affitto, realmente non se lo merita, ma non sono in condizioni di pagare.

Chiedo, (neppure so a chi farlo) immagino ai Servizi Sociali del Municipio della Città di Brescia dove vivo e risiedo, dato che sono indigente e non ho familiari in Italia, di essere cremato nel modo più laico, semplice e rapido possibile e mi piacerebbe che i miei gatti non fossero soppressi.

Chiedo a tutti, sinceramente scusa per i problemi reali e burocratici che posso aver creato con questo gesto, a polizia, pompieri e agli amici destinatari di questo messaggio, e voglio terminare con un haiku del meraviglioso scrittore uruguaiano Mario Benedetti: “Dopo tutto la morte è solo un sintomo del fatto che ci è stata una vita…”

Ancora grazie e ciao a tutti.

Eduardo (Pacho) Della Giovanna