Ostuni, il fascino della città bianca e la cavalcata di Sant’Oronzo. Di Raffaella Bragazzi

ostuni casePer me, come per la maggioranza degli italiani, agosto significa mare. Un’estate di otto anni fa scelsi, con la mia famiglia, di trascorrere una settimana di vacanza in una struttura che si trova sulla costa murgese della Puglia. Atterrati all’aeroporto di Brindisi impiegammo circa 30 minuti per raggiungere il villaggio turistico. Durante il tragitto fu impossibile non notare, sulla nostra sinistra, una cittadina che si ergeva su una collina. Si trattava di Ostuni, la città bianca.

Quando, alcuni giorni dopo, ci venne proposta dagli animatori un’escursione di mezza giornata per visitarla non ebbi un attimo di esitazione tanta era la curiosità di conoscere più da vicino quella che, sul dépliant turistico che ci avevano fornito, veniva descritta come una città molto particolare. La nostra guida mano a mano che ci avvicinavamo alla méta, iniziò a raccontarcene la storia.

ostuni centroFondata strategicamente sopra un colle scosceso dai Messapi (antica popolazione della Puglia meridionale), Ostuni fu conquistata prima dai Greci e poi dai Romani per poi cadere nelle mani degli Ostrogoti, dei Longobardi e dei Bizantini. Subì in seguito, come il resto della Puglia, prima la dominazione normanna e poi quelle sveva e angioina. Furono gli Angioini a ristrutturare il centro storico. Per meglio sfruttare lo spazio all’interno delle mura difensive i nuovi signori di Ostuni costruirono abitazioni alte e strette, addossandole le une alle altre. Ne rivestirono anche i muri di calce per far sì che la luce del sole, riflettendosi, illuminasse le stradine anguste che si dipanavano dalle piazze che si aprivano, di tanto in tanto, all’interno del borgo.

Dopo varie vicissitudini agli inizi del 1500 la cittadina diventa dominio degli Aragonesi. Sotto di loro inizia per Ostuni un periodo di grande prosperità poiché a governarla è Isabella d’Aragona, moglie di Gian Galeazzo Sforza, donna che oltre ad essere coltissima (si circondò sempre di artisti e letterati) ebbe a cuore anche la prosperità economica del piccolo centro salentino e, per meglio difenderlo, ne rafforzò le mura con numerosi torrioni.

ostuni colonnaUn secolo e qualche decennio più tardi iniziò però un periodo buio per Ostuni. Prima venne ceduta da Filippo IV d’Asburgo, per saldare i debiti che aveva contratto nella guerra dei trent’anni, ai duchi Zevallos e poi venne stretta d’assedio dalla peste che si era diffusa nel Salento. Il morbo terribile però risparmiò la città. Ciò fu possibile grazie proprio all’imbiancatura a calce viva delle case che, essendo un ottimo disinfettante, impedì il diffondersi del contagio. La tradizione popolare vuole però che a salvare il borgo sia stato l’intervento miracoloso di Sant’Oronzo. Ecco perché in segno di ringraziamento, nel 1771, venne eretta in suo onore in una delle piazze centrali del paese una splendida colonna barocca.

Il nostro tour alla scoperta delle bellezze di Ostuni può iniziare dalle mura aragonesi da cui si può godere di un panorama incredibile che spazia sulla piana che degrada dolcemente verso l’Adriatico dando l’impressione che il colore grigio acciaio degli ulivi centenari finisca con il fondersi nell’azzurro del mare.

Addentriamoci ora tra i vicoli de “La Terra” (come viene chiamata la città vecchia) e se passeggiando avrete l’impressione di riconoscere una piazza o un palazzo non stupitevi poiché questo borgo così particolare ha ospitato, più di una volta, set cinematografici e pubblicitari. Ostuni, infatti, è stata scelta come location sia da noti brand italiani per notissimi spot (vi ricordate i limoni che rotolano lungo una scalinata o un famoso gelato al caffè gustato durante una festa di piazza?) sia da sceneggiatori e registi per ambientarvi parti di fiction appassionanti. La più recente è stata Mia Madre diretta da Ricky Tognazzi e interpretata da Bianca Guaccero e Primo Reggiani.

Dopo aver vagato un po’ soffermandoci ad ammirare qualche bel portale barocco che arricchisce i palazzi gentilizi, raggiungiamo la sommità del colle dove sorge la splendida basilica di Ostuni dedicata all’Assunta. La Cattedrale, che si trova in piazza del Balio, fu edificata nel XV secolo e non si può non rimanere incantati osservandone il magnifico rosone gotico a cerchi concentrici e con 24 raggi decorati in cui emergono, mirabilmente scolpite, la raffigurazione di Cristo circondato da Apostoli e cherubini. Il rosone, che è uno tra i più grandi al mondo, si staglia al di sopra del portale centrale della chiesa. Sulla destra e la sinistra della Cattedrale sorgono due eleganti palazzi collegati tra di loro da una loggia elegante, l’arco degli Incalzi. Il primo è quello Vescovile costruito nel XVI secolo mentre il suo dirimpettaio è il palazzo del Seminario.

Ridiscendiamo adesso verso il cuore del centro storico imboccando via Cattedrale. Dopo pochi metri ci troviamo a costeggiare la chiesa di San Vito Martire che presenta una particolare facciata ricurva e una cupola a mattonelle. La chiesa è collegata all’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi che ospita il Museo delle Civiltà preclassiche della Murgia meridionale in cui, oltre a reperti dell’era Neolitica e dell’età dei Metalli rinvenuti nelle vicinanze, è custodito il calco di Delia, una donna vissuta in questa zona ben 24mila anni fa.

ostuni cavalieriAncora qualche passo ed eccoci arrivati nella grande piazza della Libertà dove si trova l’imponente municipio con la facciata in stile neoclassico. Poco più in là il monumento simbolo della città, l’obelisco di Sant’Oronzo. La Guglia, raggiungendo l’altezza di circa 20 metri, svetta su tutto il centro storico e sembra che il santo da lassù voglia proteggere tutti gli ostunesi i quali, per ricambiare il suo amore, lo celebrano con la famosa Cavalcata, momento clou di tre giorni di festeggiamenti che si tengono ogni anno a fine agosto.

Se quindi deciderete, nell’ultima settimana di questo mese, di trascorrere qualche giorno di vacanza sulla costa murgese vi racconterò di cosa si tratta per fornirvi un motivo in più per visitare Ostuni. La festa, che comprende anche due fiere ed uno spettacolo di fuochi d’artificio, inizia quest’anno il 25 e si concluderà il 27 agosto.

Ma come si svolge la Cavalcata di Sant’Oronzo? La manifestazione, nata nel 1657, originariamente veniva chiamata “Cavalcata dei Devoti” e consiste nello scortare in processione per le vie della città da parte di un drappello di fedeli a cavallo la statua in argento di Sant’Oronzo.

ostuni cavalcataIl 25 agosto si svolgerà la benedizione ai cavalli e ai cavalieri e il sorteggio dei numeri per l’incolonnamento che dovrà essere mantenuto dai trenta partecipanti nel corso della processione. Il giorno dopo, verso sera, i cavalieri saliranno a cavallo inerpicandosi verso la sommità del colle dove dalla basilica verrà prelevata la statua del santo. I cavalieri indossano una casacca rossa arabescata su pantaloni bianchi a coscia e calzano sul capo un chepì ornato da un pennacchio scarlatto.

Il cavallo viene “vestito” con una gualdrappa rossa, che è un ornamento tessile che viene posto sulla groppa e fermata dalla sella, che lo avvolge fin quasi agli zoccoli ed è ornata da preziosi ricami realizzati con centinaia di paillettes in madreperla mirabilmente cucite una ad una. Molto spesso queste “divise” vengono tramandate all’interno delle famiglie ostunesi di generazione in generazione poiché al termine della Cavalcata verrà messa a confronto la bardatura di cavalli e cavalieri e sarà proprio la bellezza dei ricami a determinare il vincitore della manifestazione.

Una volta tutti ai loro posti la processione può iniziare. Il corteo viene aperto dal Vescovo che precede la statua seguita da un trio di suonatori, dalla banda e dai cavalieri. La Cavalcata scende dall’arco degli Incalzi per terminare in piazza della Libertà. A mezzanotte si innalzeranno alti nel cielo i fuochi d’artificio, mentre il giorno seguente avverrà la premiazione dei partecipanti alla Cavalcata.

A questo punto dovrei consigliarvi qualche pietanza tipica da gustare. Questa volta devo ammettere che la scelta mi risulta particolarmente difficile poiché adoro in toto la cucina pugliese (quella bella vacanza di otto anni fa, oltre a tanti ricordi, mi regalò anche due chili in più). Comunque non potete assolutamente ripartire senza prima non aver assaggiato almeno un piatto di fave e cicorie o una porzione del cappello che è un timballo farcito con melanzane e zucchine fritte, fette di carne e uova sode e, naturalmente, le famose orecchiette.

Il souvenir ideale potrebbe invece essere rappresentato da una bella bottiglia di vino. In zona se ne producono veramente di ottimi e pregiati.

Per ulteriori informazioni potrete rivolgervi all’Ufficio Informazioni Turistiche di Ostuni, tel. 0831301268

Buon mare e…alla prossima

Raffaella Bragazzi

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