Omaggio alla femminilità nella Belle époque, da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger

Pieve di Cento (BO) – Il Museo Magi’900 di Pieve di Cento arricchisce la sua collezione d’arte di una nuova sala permanente dedicata al mito della Belle Époque, con la sua immagine di età dell’oro animata da un’incredibile euforia. Questo clima effervescente, ancora capace di coinvolgere il pubblico, rivive in un allestimento costruito sul filo sottile della seduzione femminile, uno dei temi più trasversali percorsi dalle arti visive tra Ottocento e Novecento.

La mostra Omaggio alla femminilità della Belle époque raccoglie dipinti, sculture, manifesti, incisioni e riviste di artisti come Boldini, Bonzagni, Corcos, Dudovich, Helleu, Martini, Ehrenberger, Rops, Toulouse-Lautrec e altri protagonisti dell’arte europea del periodo. Bellissime e intriganti, oggetti del desiderio ma anche consapevoli e ormai proiettate verso l’emancipazione, le donne rappresentate nell’arte, nella decorazione, nell’editoria, nella moda e nella pubblicità furono migliaia, e i loro tratti, sospesi tra realtà e immaginario, sono ancora oggi riconoscibili come icone di uno stile ineguagliato.

L’esposizione, a cura di Fausto Gozzi e Valeria Tassinari, rimarrà fino al  31 gennaio 2018 negli spazi del Museo delle eccellenze artistiche e storiche MAGI ‘900. Il percorso espositivo è scandito da una ricca selezione di materiale fotografico e documentario, che traccia una lettura tematica di apertura internazionale, intorno ad alcuni capolavori molto noti, come il dipinto Il Cappellino azzurro di Giovanni Boldini, o quasi del tutto inediti, come le illustrazioni a tempera di Lutz Ehrenberger, che ereditano lo spirito della Belle Époque e lo prolungano per i primi decenni del XX secolo.

L’immagine della donna e tutto ciò che evoca l’idea di “eterno femminino” sono così ripercorsi visivamente attraverso dipinti, incisioni, manifesti, e da piccole sculture di raffinato gusto borghese, realizzato da artisti della Scapigliatura lombarda e da altri plasticatori del periodo tra i due secoli, alle quali è dedicata un’ampia ricognizione. Uno spazio particolarmente significativo è poi riservato alle riviste illustrate, pubblicazioni molto diffuse con cui collaboravano i migliori autori dell’epoca, contribuendo in maniera fondamentale alla diffusione di modelli di bellezza e comportamento più spregiudicati e seduttivi.