Omaggi, crisi, maestri, i documentari al Lido di Venezia

In concorso Ai Weiwei e Wiseman. Amelio parla di Amatrice

Con il confine sempre più labile tra fiction e non fiction nei programmi e nei premi dei Festival, anche la 74/a Mostra del Cinema di Venezia (30 agosto – 9 settembre) offre nelle varie sezioni una panoramica amplissima di sguardi sulla realtà tra omaggi (da Michael Jackson a Ferreri), maestri (fra gli altri Wiseman, Amelio, Ferrara) e confronto sui temi della società globale, dall’immigrazione alle guerre dimenticate.

Due i documentari nel concorso ufficiale: ‘uman Flow di Ai Weiwei, nel quale l’artista cinese dissidente – che giusto oggi 28 agosto compie 60 anni – viaggia in 23 Paesi per raccontare migranti e rifugiati e l’affresco di 197 minuti firmato dal Leone d’oro alla carriera Frederick Wiseman Ex Libris – The New York Public Library su una delle più grandi istituzioni del sapere del mondo, concorso fra gli eventi speciali c’è il debutto di Gianni Amelio in corto con Casa D’Altri, realizzato ad Amatrice a un anno di distanza dal sisma in Italia centrale. ”Non si può sempre piangere – ha detto il cineasta all’ANSA – e proprio su questo mi sono trovato d’accordo con i produttori: fare un film non solo per ricordare, ma per testimoniare che bisogna agire”. F

ra gli altri, in Cuba And The Cameraman, Jon Alpert ripercorre, gli oltre 45 anni di riprese su Fidel Castro (che aveva creato con il cineasta un rapporto di fiducia, tanto da mostrarsi spontaneo e senza censure) e la società cubana. Abel Ferrara esplora uno dei luoghi più multietnici di Roma, da lui scelto come casa, in Piazza Vittorio. Michael Caine incarna il racconto della Swinging London in My Generation di David Batty. In The devil and Father Amorth, l’autore de L’esorcista, William Friedkin, torna a parlare di possessioni diaboliche filmando uno degli ultimi riti compiuti da una delle massime autorità sul tema, padre Gabriele Amorth, scomparso nel settembre scorso. In This is Congo di Daniel McCabe, quattro personaggi, offrono le proprie testimonianze sul conflitto infinito, spesso dimenticato dai media, in corso nel Paese africano.

Il mondo e le idee di Don Lorenzo Milani tracciano Barbiana ’65, documentario realizzato con il recupero del materiale girato da Angelo D’Alessandro nel dicembre 1965 nella scuola di Barbiana, ritrovato dal figlio Alessandro dopo la morte del padre. Una spiaggia ‘in’ di Mondello, fra crisi economica e nostalgia, è al centro di Happy Winter di Giovanni Totaro. In occasione della proiezione dell’omaggio al re del pop con Michael Jackson’s Thriller 3D, viene proposto sul grande schermo anche il documentario del 1983 da Jerry Kramer, Making Of Michael Jackson’s Thriller, realizzato nel dietro le quinte del video di John Landis.

Stephen Nomura Schible fa il ritratto intimo di uno dei più grandi musicisti contemporanei con Ryuichi Sakamoto: Coda. In Venezia Classici, si rende fra gli altri omaggio a Giuseppe Bertolucci (Evviva Giuseppe Di Stefano Consiglio); Paolo Villaggio (La voce di Fantozzi di Mario Sesti); Marco Ferreri (La Lucida Follia Di Marco Ferreri di Anselma Dell’Olio), a Il Dottor Stranamore di Kubrick (This Is The War Room! di Boris Hars-Tschachotin).

Il monarca dell’industria italiana, tra dimensione pubblica e drammi privati come la morte del figlio Edoardo, è passato al microscopio da Agnelli di Nick Hooker (Giornate degli Autori). Nella stessa sezione c’è Il tentato suicidio nell’adolescenza (T.S. Giovanile) di Ermanno Olmi, mediometraggio inedito del 1968 ritrovato per caso la scorsa primavera, sui primi pionieristici anni di attività di un reparto psichiatrico d’urgenza presso il Policlinico di Milano.

In Il risoluto di Giovanni Donfrancesco, l’anziano Piero che da oltre 70 anni vive in Vermont, racconta per la prima volta il suo passato di soldato-bambino cresciuto nei ranghi della milizia fascista 10/a Mas. Infine James Lester in Getting Naked: A Burlesque Story, segue quattro protagonisti della scena neo burlesque di New York.

Fonte: ANSA