OLTREPÒ PAVESE TRA STORIA E LEGGENDA ANTICHE TRADIZIONI: LA NOTTE DELLE STREGHE NEL BORGO DI NAZZANO

Ci siamo mai chiesti perché alcuni luoghi o alcune cose portano il nome che hanno?
O meglio … ci siamo mai chiesti “che storie si nascondono dietro gli angoli della città o del Paese dove viviamo?”.

Esiste un posto nel nord Italia conosciuto come la “ Toscana del Nord” dove, arroccati fra le colline ed immersi nella vegetazione ci sono piccoli borghi medioevali che si sono conservati intatti nel corso del tempo nei quali aleggiano ancora leggende ed antiche tradizioni. Si dice tradizionalmente, nei proverbi popolari, che nella Notte di San Giovanni “tutto può accadere e a tutto si può rimediare” ed è sintomatico che questo sia il periodo più propizio per la salute, il benessere, i fidanzamenti … ma anche per il malocchio!
Proprio per la sovrapposizione tra il calendario cristiano con quello pagano i riti per il Solstizio si celebrano per la notte di San Giovanni Battista, il santo asceta, vestito di pelle di cammello che battezzò Gesù.
La sua festa è il 24 giugno, e la notte precedente, il 23 giugno nell’antico borgo di Nazzano (PV) si celebra la “Notte delle streghe o notte di San Giovanni” che segna con puntualità l’inizio dell’estate..
È una notte magica in cui tutto può succedere, è la notte delle streghe e dei demoni, ma anche del bene che vince sul male, della luce che vince le forze occulte della natura e scaccia il malocchio

Dalle ore 19.oo per le vie dell’antico borgo oltre ad assaporare si potranno degustare le proposte enogastronomiche ci saranno spettacoli di strada (maghi, mangiafuoco, musici e mercatino magico), Street food, laboratori e giochi per bambini, riti e tradizioni propiziatorie antiche che culmineranno con il tradizionale ed evocativo “Rogo della strega” che si svolgerà a mezzanotte. Servizio gratuito bus navetta da Rivanazzano Terme al borgo di Nazzano. La tradizione ci racconta che solo in questa speciale occasione la rugiada che inumidisce i prati acquista miracolose facoltà rigenerative donando ad alcune erbe facoltà prodigiose: la ruta, celebre per le sue proprietà contro lo stress e l’ansia, tonificante per le arterie e vasi capillari riduce l’infiammazione dell’artrite, l’artemisia, ritenuta erba con poteri anticancro, la salvia usata contro il mal di pancia, la menta, rimedio contro l’influenza, cicatrizzare le ferite, il rosmarino per contrastare  le calvizie, e per ultimo ma non ultimo, il proverbiale aglio: “Chi non prende aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”.

Solo a mezzanotte in punto, durante il “rogo della strega” la felce fiorisca (il suo fiore si schiude solo la Notte di San Giovanni, resta visibile per un attimo e può essere raccolto solo dopo aver lottato con il diavolo); chi riuscirà a cogliere questo fiore  acquisterà la fama di saggio e capacità di leggere il passato e prevedere il futuro.
Ma la notte di San Giovanni è soprattutto una notte colorata d’Amore dove il bene trionfa sul male e considerata dai vecchi la data più propizia ai matrimoni. Ne sono prova i numerosissimi ed antichi “rituali di previsione sentimentale” che le ragazze prive di fidanzato eseguivano esattamente a mezzanotte: raccogliere un cardo e bruciacchiarlo, nasconderlo in una fenditura del muro e la mattina aspettare di vederlo verde e fresco come appena colto, se così sarà vorrà dire che ci si innamorerà felicemente corrisposte entro l’anno.
Oppure prendere tre fave: alla prima togliere completamente la buccia, alla seconda togliere la metà della buccia, e alla terza lasciarla intatta. Incartare le tre fave come caramelle con tre carte identiche, metterle sotto il cuscino e dormirci sopra. Il mattino pescandone una a caso, se la buccia è intera vuol dire che s’incontrerà un marito ricco, con mezza buccia benestante e senza buccia povero.
Altra antica usanza popolare di questa magica notte è quella posare di fronte alla soglia di casa un mucchietto di sale o una grande scopa per proteggersi contro l’intrusione delle streghe e quella di preparare l’acqua di San Giovanni (le piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza benefica) raccogliendo una misticanza di erbe e fiori composta da ginestre, papaveri, fiordalisi, petali di rose canine, menta, mazzi di sambuco, trifoglio, camomilla, malva o erba santa, finocchio selvatico (potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni), e foglie di noce; messe in un bacile colmo d’acqua lasciato fuori casa per tutta la notte aveva il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Di Andrea Casarini