Oggi Anna Frank avrebbe 87 anni. Di Claudia Bertanza

Il 12 giugno 1929 nasceva Anna Frank, tedesca, ma di famiglia ebrea. Anna ha passato 2 anni della sua vita in una “casa” di Amsterdam che oggi è un Museo.

Ho vistato la sua casa: l’alloggio segreto, quel retrobottega in cui i Frank, i Van Peels e il dentista Pfeffer trascorsero tutti quel tempo, nascosti, sognando una vita normale, al di fuori di quelle opprimenti mura. Sognando la loro vita passata e immaginando quella futura.

anna frank casaAnna lì dentro, in quelle stanzette, è diventata adolescente; ha sperato, sognato, immaginato di crescere, studiare, sposarsi, avere dei figli, ha creduto in un futuro da scrittrice. Perché (lo sappiamo tutti) è così che Anna ha passato gran parte del tempo: scrivendo. Un diario, che è diventato un libro, una testimonianza dell’orrore nazista, della persecuzione. Storia vera: il racconto dell’impossibilità di andare allo stesso bar dei suoi coetanei, il racconto di una stella gialla sui vestiti.

Ma parlavo della casa, nel cuore di Amsterdam: scale su scale per arrivarci. Era estate, quando l’ho visitata… e non si respirava. Alle pareti ci sono ancora le foto che aveva appeso Anna, quelle delle dive del cinema.

Ovunque, la presenza del dolore e della sofferenza.

La percezione della cattiveria.

Gli occupanti dell’alloggio segreto furono traditi (per soldi?) e, il 4 agosto del 1944, dopo due anni di prigionia, arrestati dalla Gestapo e mandati nei vari campi di concentramento, dove morirono quasi tutti.

Anna e la sorella morirono poco prima della fine della guerra, alcuni mesi dopo la madre. A uccidere le due sorelle (prima Margot, poi Anna) fu il tifo.

anna frank diarioOtto Frank, il capofamiglia, si salvò e tornò ad Amsterdam: a poco a poco lo raggiunsero le notizie della morte della sua famiglia. Ma lui aveva in mano il diario di Anna e lo fece pubblicare. Morì nel 1980, dopo aver sposato in seconde nozze un’altra reduce dai campi di concentramento. Otto ha vissuto la sua seconda vita parlando di Anna, raccontando la sua storia.

Oggi Anna avrebbe 87 anni.

Immagino che si sarebbe sposata, che sarebbe diventata una scrittrice di successo, che avrebbe avuto figli e nipoti. La immagino minuta e fragile, ingrigita, col volto pieno di rughe, sorridente e grata per essere sopravvissuta, ma con – ancora – una stella gialla sui vestiti. Perché quella, credo, non gliela avrebbe levata nessuno. Sarebbe stata lì, invisibile agli occhi degli altri, sui vestiti e nell’anima.

Invece Anna avrà 16 anni in eterno.  In eterno sarà legata al suo caro Peter e alla sua famiglia, ai suoi sogni adolescenziali e al suo amato diario.

Auguri, Anna, scusaci per il male che ti abbiamo fatto. E che continuiamo a farti.

Claudia Bertanza