Nuove tasse e adempimenti fiscali dal 2017. Quello che Renzi non dice.

Partita Iva: con i nuovi adempimenti fiscali contenuti nel decreto fiscale 193/2016 (già entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre 2016) si profila una nuova tassa nascosta da 480 euro in più nel 2017 e di 720 euro a partire dal 2018. Ecco di cosa si tratta.

Partita Iva: nel Decreto Fiscale 193/2016 una nuova tassa per imprese e professionisti. Gestire e mantenere la propria attività costerà a partire dal 2017 una cifra che si aggira intorno ai 480 euro in più. La strategia del Governo Renzi per sanare il buco di 2 miliardi di euro trasforma i nuovi adempimenti fiscali in un vero e proprio salasso per i contribuenti.

Per essere precisi nel testo del Decreto non si fa riferimento ad una vera e propria tassa ma il carico di adempimenti fiscali che saranno introdotti a partire dal prossimo anno non potranno far altro che trasformarsi in un nuovo e ingente costo fiscale a carico delle partite Iva.

Nel dettaglio sono ben 8 i nuovi adempimenti fiscali che obbligheranno i contribuenti titolari di partita Iva a sborsare una cifra che solo per il 2017 è stata stimata in ben 480 euro in più. La somma arriverà quasi a raddoppiarsi nel 2018, quando il costo di una partita Iva e dei nuovi adempimenti fiscali arriverà a720 euro all’anno in più.

I nuovi adempimenti fiscali per ora sembrano non facilitare la vita dei contribuenti. Al contrario, la fantomatica semplificazione fiscale annunciata dal Governo Renzi corre il rischio – sempre più concreto – di trasformarsi in una nuova tassa che tutto farà fuorché agevolare la vita dei titolari di partita Iva, imprese e professionisti.

A lanciare l’allarme sono le associazioni dei professionisti e sotto accusa sono ancora una volta il nuovo spesometro trimestrale analitico e la liquidazione periodica dei dati Iva. Ecco i dettagli.

Partite Iva: nel 2017 costerà 480€ in più. La tassa nascosta del D.l. 193/2016

La semplificazione fiscale annunciata dal Ministro Padoan e dal Premier Renzi si è trasformata in una nuova tassa a carico dei titolari di partita Iva.

Alla gogna è il Decreto Fiscale 193/2016 con il quale sono stati introdotti nuovi obblighi e adempimenti a carico di professionisti e imprese. Infatti, i titolari di partita Iva già a partire dal 2017 saranno alle prese con due importanti – e temute – novità: la nuova liquidazione periodica dei dati Iva e la comunicazione Iva trimestrale, il nuovo spesometro trimestrale analitico.

I nuovi 8 adempimenti fiscali che graveranno sui conti e sul già fitto calendario di imprese, commercianti e professionisti costeranno 720 euro in più a partire dal 2018. Soltanto per il 2017 il costo e il carico di adempimenti sarà ridotto.

Con la deroga alla scadenza trimestrale dello spesometro introdotta dagli emendamenti presentati al D.l. 193/2016, che esclusivamente per il 2017 avrà cadenza semestrale, si stima che i titolari di partita Iva sborseranno una cifra che si aggira intorno ai 480 euro in più: si tratta dei costi di gestione e di aggiornamento.

Confprofessioni Lazio ha stimato che i nuovi adempimenti fiscali introdotti dal Governo Renzi potrebbero portare nelle casse dello stato 10 miliardi nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020 ma il tutto a discapito dei professionisti per i quali la semplificazione è diventata, anche per questa volta, un’occasione mancata e una promessa disattesa.

I conti dello Stato potrebbero trovare copertura con le novità fiscali che entreranno in vigore a partire dal prossimo anno ma sembra proprio che tra Governo e Agenzia delle Entrate sia scontro di vedute. Con il Decreto Fiscale 193/2016 saranno mandati in pensione gli  Studi di settore, che obbligavano i contribuenti a pagare imposte in base ad una cifra basata su calcoli matematici e statistici. Inoltre bisogna menzionare anche la proroga del super ammortamento, tutte misure fortemente volute da Palazzo Chigi ma che rischiano di venir oscurate dai nuovi obblighi fiscali.

Come conciliare le misure per agevolare i contribuenti e nello specifico imprese, commercianti e professionisti, con la tassa nascosta nei nuovi adempimenti fiscali? La contraddizione tra le misure introdotte con il Decreto Fiscale 193/2016 è evidente e il motivo potrebbe essere proprio un contrasto di metodi e vedute.

Il Fisco 2.0 e la digitalizzazione delle imprese fortemente voluta dal Governo che cerca di costruire un sistema basato sulla compliance si scontra con la necessità immediata di trovare le coperture necessarie alla Legge di Bilancio 2017 anche cercando di ridurre il fenomeno dell’evasione fiscale dell’Iva.

Ma dubbi permangono anche per quel che riguarda la strategia adottata per la lotta all’evasione: i nuovi adempimenti fiscali rischiano di ingolfare ancora di più la macchina dei controlli dell’Agenzia delle Entrate. Al momento il Fisco è ancora impegnato nel controllo delle dichiarazioni relative al 2014 e con il nuovo spesometro trimestrale e le comunicazioni periodiche Iva i dati da controllare verrebbero quadruplicati, con il rischio di ritardi ancor più cospicui sui controlli.

fonte: www.forexinfo.it