No carcere per i giornalisti. A Roma il sit-in di InformAZIONE libera

ROMA – “No carcere per i giornalisti!”. Con questo slogan, mercoledì 15 giugno dalle 16 alle 19, sotto l’obelisco di Montecitorio, a Roma, il comitato “InformAZIONE libera” (che comprende varie testate giornalistiche) ha organizzato un sit in per difendere il diritto dei cittadini ad essere informati correttamente. Per far tacere i giornalisti da tempo c’è infatti l’abitudine di minacciarli con le cosiddette querele temerarie per diffamazione a mezzo stampa, reato che prevede non solo sanzioni pecuniarie, ma anche richieste risarcitorie di importi esorbitanti e il carcere fino a sei anni.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo malcostume e per stimolare il Parlamento ad approvare la norma che prevede quanto meno la depenalizzazione di questo reato, alcuni giornalisti si sono costituiti in un comitato organizzativo denominato “InformAZIONE libera” perché “vogliamo agire e smettere di perdere tempo con le strategie a tavolino fatte di scambi di favori in cui alla fine a rimetterci sono i colleghi e i cittadini”.

Alla manifestazione hanno partecipato il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, il vicepresidente Santino Franchina, il segretario Paolo Pirovano e numerosi consiglieri nazionali dell’OdG (WriterMarius era fra questi) che hanno incontrato tra gli altri l’ex viceministro della Giustizia e attuale ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa firmatario del ddl che prevede la depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, ddl che “rimpallato da tre anni” fra Senato, Camera, Senato.

Al sit in hanno aderito numerose associazioni e organizzazioni di cittadini, da Libera alle Mille Donne per l’Italia, da Irideventi a Ram, da Flidon alla Associazione nazionale Giuseppe Garibaldi, fino alla Associazione Tutela dei diritti e solidarietà e alla Associazione Stampa Reggiana, da sempre impegnate nella lotta per la legalità e a tutela dei diritti di lavoratori e cittadini.

“Io ho un concetto etico del giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni e le violenze che non è mai stato capace di combattere”. (parole di Giuseppe Fava – Giuseppe Fava fu assassinato dalla mafia)