Nigel Balchin. I traditori

Un gruppo di scienziati in un laboratorio inglese ha fatto un’importantissima scoperta nel campo della biologia e quando sta per essere annunciata al mondo, il governo si oppone per ragioni politiche: da ciò il contrasto fra gli scienziati che avevano sacrificato l’esistenza per il bene dell’umanità e lo Stato che li obbliga a tradire la loro vocazione. Avvincente storia del dopoguerra alla quale si intrecciano lotte di spionaggio, amori e intrighi sullo sfondo interessante di importanti ricerche biologiche. Ma I traditori è un romanzo nel senso più ampio della parola: mai le ragioni dell’arte sono sacrificate a motivi polemici e Nigel Balchin dimostra nel suo modo narrativo un’attitudine straordinaria a schierare e attenuare un gran numero di personaggi, una tensione altissima che giunge al parossismo a mano a mano che la trama si sviluppa, e una notevole capacità di sfaccettature naturalistiche del dialogo, tinto di una stoica e disincantata obbiettività patetica che ricorda Hemingway. E’ un romanzo tutto fuso in un’atmosfera di tragica bizzarria e insieme soffuso di un lieve pessimismo sulle sorti dell’umanità e della scienza.

L’autore, Nigel Balchin (1909 – 1970),  è stato un romanziere inglese e sceneggiatore particolarmente noto per i suoi romanzi scritti durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale. La critica più intelligente e più avveduta ha saputo cogliere nella sua narrativa qualcosa che va oltre i facili motivi per i quali uno scrittore diviene “popolare”.