Morto Stanislav Petrov, l’eroe sconosciuto che salvò il mondo

Nel più completo anonimato, a 77 anni è morto Stanislav Petrov ex tenente colonnello della forza di difesa dell’Unione Sovietica, che il 26 settembre 1983 evitò un conflitto mondiale. Una storia incredibile che molto probabilmente 34 anni fa ha cambiato le sorti del mondo.

È il settembre 1983 siamo in piena Guerra Fredda, uno dei periodi di maggior tensione nei rapporti tra Usa e Urss e la notte del 26 settembre Petrov  è l’ufficiale di servizio al bunker Serpuchov 15, vicino Mosca. In quei giorni è in corso un’esercitazione Nato che mette in allarme le forze russe le quali sospettano che i movimenti di uomini e mezzi altro non siano che la preparazione per un vero attacco. Petrov aveva il compito di monitorare il sistema satellitare posto a sorveglianza dei siti missilistici statunitensi. Poco dopo la mezzanotte, il sistema satellitare russo segnala la partenza di un missile da una base americana nel Montana. Suonano gli allarmi. Petrov vede partire il missile dal suo schermo.”Si accese una luce rossa, segno che un missile era partito. Tutti si girarono verso di me, aspettando un ordine. Io inizialmente ero come paralizzato. Ci mettemmo subito a controllare l’operatività del sistema, ventinove livelli in tutto, ma nessun dubbio, pochissimi minuti e si accese un’altra luce, poi un’altra. Il sistema diceva che erano in corso lanci multipli dalla stessa base” raccontò l’ex miliare qualche anno fa al Corriere della Sera. “Una nostra comunicazione avrebbe dato ai vertici del paese al massimo 12 minuti. Poi sarebbe stato troppo tardi, ma io ero un analista, ero certo che si trattasse di un errore, me lo diceva la mia intuizione così non comunicai nulla” ha raccontato ancora Petrov ricostruendo quei momenti, e ricordando: “I quindici minuti di attesa furono lunghissimi. E se eravamo noi a sbagliare? Ma nessun missile colpì l’Unione Sovietica”