Metanodotto Abruzzo, il ministro dell’ambiente: «Necessita di Vas. Stiamo lavorando per predisporla»

Fonte: Greenreport.itI – Foto: Newstown – IL  ministro dell’ambiente Sergio Costa ha annunciato oggi: «Siamo stati interessati dal Ministero dello Sviluppo economico circa il metanodotto SGI della tratta abruzzese. Ci è stato chiesto un parere circa l’assoggettabilità a Vas, Valutazione ambientale strategica, del progetto definitivo. Considerando la fragilità del territorio, che è fortemente sismico, e l’impatto dell’opera, dopo un’attenta analisi da parte del nostro ufficio legislativo, riteniamo che la Vas sia necessaria e non è stata effettuata. Chiederemo inoltre su questo anche un parere da parte dell’avvocatura dello Stato. Numerosi comitati, singoli cittadini, ci stanno sensibilizzando circa l’impatto del metanodotto, siamo persuasi che occorra approfondire In occasione della lgrande manifestazione che si è tenuta il 21 aprile a Sulmona, contro il espresse anche Legambiente, Italia Nostra e Wwf  e il Cigno Verde e il Panda hanno anche presentato un ricorso al Tar nel quale si evidenziano «La non strategicità dell’opera: secondo lo scenario della Ue nel 2030, se venissero realizzate tutte le infrastrutture programmate, la capacità delle importazioni di metano in Europa arriverebbe a 1.000 miliardi m3/anno, cioè un livello tre volte maggiore della domanda prevista. I consumi al contrario non potranno che diminuire in relazione alle politiche climatiche: ogni punto percentuale di aumento dell’efficienza garantisce una riduzione del 2,6% delle importazioni di metano e il Parlamento Europeo ha proposto di alzare ulteriormente l’attuale obiettivo 2030 della Commissione sull’efficienza dal 30% al 40%. Senza dimenticare che, per forza di cose e in risposta ai cambiamenti climatici in atto, nei decenni successivi le politiche di efficienza saranno ancora più aggressive. La contraddittorietà e illogicità dell’iter legato alla realizzazione dell’opera: non convincono anche dal punto di vista del rispetto delle norme il percorso autorizzativo seguito e alcune scelte strumentali a esso affini. Lo stravolgimento di fatto del senso della normativa sul dibattito pubblico: questa procedura è nata con l’obiettivo di rendere trasparente il confronto con i territori sulle opere pubbliche permettendo di informare e far partecipare le comunità interessate, attraverso garanzie sul coinvolgimento, risposte adeguate e tempi chiari. Il dibattito pubblico è uno strumento fondamentale non solo per informare i cittadini ma anche per costruire un confronto sull’utilità e sull’impatto delle opere che vengono proposte nel nostro Paese. Gli elevati rischi legati alla realizzazione dell’opera per l’uomo, da quello sismico all’incolumità pubblica. Gli elevati rischi per il territorio e natura, la centrale ed il gasdotto mettono a rischio aree protette nazionali e regionali, siti Natura 2000, l’areale di tutela dell’orso bruno marsicano e altre specie faunistiche prioritarie, come lupo e camoscio».