L’eccidio di Sant’Anna. Quando lo furia cieca nazi-fascista massacrò donne, vecchi e bambini inermi.

Mentre il mondo lontano e prossimo rinnova troppo spesso le scene di devastazioni, di carneficine e di scempi, Sant’Anna con l’umile autorità che le viene dal suo martirio chiama tutti gli uomini a una definitiva conversione alla pace, alla dignità del colloquio, alla ricerca costante di una possibile armonia (Mario LUZI)

url La mattina del 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema la furia cieca omicida dei nazi-fascisti si scagliò contro tutto e tutti. Accompagnati dai fascisti collaborazionisti che fecero da guide, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna mentre un quarto passò da dietro per chiudere tutte le possibilità di fuggire alla popolazione posizionandosi sopra Valdicastello. Alle sette il paese era già completamente circondato e quando i soldati nazisti della SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS comandati dal generale Max Simon e le aliquote della 36ª brigata Mussolini travestiti con divise tedesche, arrivarono nel piccolo paese trovarono solo donne, vecchi e bambini, perché gli uomini convinti che a loro non sarebbe capitato nulla, essendo solo civili inermi ed essendo la zona considerata bianca, si erano nascosti nei boschi per non essere catturati e deportati. Quella mattina si consumò uno dei più atroci crimini alle popolazioni civili della seconda guerra mondiale in Italia. I nazistifascisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle Girotondo bambini piazza chiesa rid 400 a tagliatostalle  o nelle loro case e li uccisero senza pietà a colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. Nel giro di poche ore, nel piccolo paese, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita. In mezza giornata vennero uccisi, torturati e trucidati 560 civili indifesi, senza responsabilità, senza capire passarono sotto la violenza omicida delle mitragliatrici. Soltanto 350 corpi poterono essere in seguito identificate perché le vittime vennero trucidate e bruciate insieme alle case, alle stalle e gli animali. Tra di loro molti  erano bambini sotto i 10 anni. Questa è una strage che ancora oggi desta un forte senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, Sant’Anna fu scenario della negazione della vita, uno dei più terribili oltraggi al rispetto dell’umanità. Genny che lanciò la sua unica arma, uno zoccolo al nazista per salvare il suo piccolo Mario. Genny Bibolotti Marsili fu definita da Piero Calamndrei ” simbolo della

20050609 - ROMA - CRO - STRAGI NAZISTE: SANT'ANNA; PM CHIEDE DIECI ERGASTOLI. Una foto storica del museo della resistenza di Stazzema: la casa della Vaccareccia nel 1944 distrutta dalle fiamme. Il Pm del tribunale militare della Spezia Marco De Paolis ha chiesto dieci ergastoli per altrettanti cittadini tedeschi imputati nel processo sulla strage nazista di Sant'Anna di Stazzema (Lucca). La condanna all'ergastolo e' stata chiesta per dieci ex militari delle SS della 16/ma divisione Panzergrenadier, che lascio' una lunga scia di sangue durante i rastrellamenti sull'Appennino toscano ed emiliano. Si tratta di Ludwig Goring (unico fra tutti gli imputati ad avere ammesso, non in aula ma in Germania, di aver sparato su numerose donne), Gerard Sommer, Alfred Schoneberg, Karl Gropler, Horst Richter, Ludwig Sonntag, Alfred Concina, Werner Bruss, Georg Rauch, Heinrich Schendel. LUCA ZENNARO/ARCHIVIO - ANSA - KRZResistenza popolana che osa scagliare contro i lanciafiamme la sua inerme furia materna”. Il gesto di Genny è rimasto uno dei simboli più forti del massacro di persone innocenti e indifese, Anna Pardini la più giovane vittima dell’eccidio aveva solo 20 giorni, il prete Innocenzo ucciso mentre cercava di proteggere la sua gente implorando inutilmente i soldati, gli otto piccoli fratelli Tucci, Evelina in cinta di nove mesi che quella mattina aveva le doglie del parto. A Sant’Anna quel caldo mattino di agosto con furia disumana vennero uccisi, massacrati tutti, i nonni, le madri,i figli e i nipoti, i tanti sfollati che in cerca di un rifugio dai bambardamenti e dalla guerra erano saliti a Sant’Anna pensando che lassù nessuno sarebbe salito a cercarli. Con quei civili innocenti uccisero l’umanità intera. Non si trattò di rappresaglia, è ciò che è emerso dalle indagini della procura militare della Spezia si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio allo scopo di annientare la popolazione e distruggere il paese per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, le responsabilità dell’Eccidio sono accertati nel processo del  imagesTribunale militare della Spezia conclusosi con la condanna all’ergastolo per dieci SS colpevoli del massacro. La sentenza è stata confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. “Il pubblico ministero Marco de Paolis svolse un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant’Anna. Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta aRoma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “armadio della vergogna”, dove erano nascosti da più di 40 anni documenti fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle straginazifasciste in Italia”.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955) 

stazzema_ossario_di_sant_anna_di_stazzema_21A Sant’Anna l’idea di un Parco della Pace nacque nel 1986 da un’intuizione dell’allora sindaco di Stazzema, Giuseppe Conti, e trovò attuazione nel dicembre del 2000 con l’approvazione di una legge del Parlamento Italiano che istituì il Parco Nazionale della Pace. Negli utimi anni il Parco ha assunto una connotazione simbolica che va al di là dei propri confini geografici, abbracciando idealmente tutti i luoghi impegnati nella salvaguardia dei significati storici e morali che Sant’Anna esprime. Il Parco trova il suo cuore nell’area sacrale che dalla piazza, dove sorge la piccola chiesa intitolata a Sant’Anna, e dal Museo Storico della Resistenza, attraverso la Via Crucis ed il bosco circostante giunge al Monumento Ossario su Col di Cava dove vengono celebrate le vittime del 12 agosto 1944.

di Daniele Ceccarini