Da Berlino le nuove combinazioni musicali dei Berlin-Bagdad Bahn

13339465_10209670331944211_221339140997867861_n-2Il treno da Berlino a Baghdad: un progetto ambizioso e visionario, una linea ferroviaria di di circa 4.500 km, inaugurata nel 1903, che nelle intenzioni dei fondatori avrebbe unito le città di Berlino e Baghdad attraverso la Germania (allora Impero tedesco), Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria (allora insieme sotto l’impero Austro-Ungarico), Romania, Bulgaria, Turchia, Siria e Iraq (questi ultimi tre paesi allora uniti sotto l’Impero Ottomano). Le vicissitudini della storia (la caduta dell’Impero ottomano e il colonialismo inglese e francese in Medio Oriente) e gli alti costi del progetto hanno alla fine prevalso sulle intenzioni degli ideatori e la costruzione della ferrovia, dopo un paio di decenni, fu abbandonata.

13340098_10209670341384447_3752993661920323255_o-2Lo scorso inverno Serdar Saydan, Michelangelo Severgnini, Wasim Ghrioui, Daisam Jalo e Mikail Yakut, un gruppo di musicisti, provenienti da alcuni di questi Paesi, si sono incontrati a Berlino per condividere un repertorio musicale, in combinazione con nuove composizioni, che prosegue lungo il percorso di questo treno fantasma. Il loro repertorio attualmente propone ballate “Klezmer” (musica Yiddish della comunità ebraica in Germania e Ungheria), le “Hora” (musica gitana con un ritmo frenetico della Romania, Bulgaria e Macedonia), il “Rebetiko” (musica nata in epoca ottomana dall’incontro tra musica bizantina e i “makam” orientali), le “Hava” (composizioni tipiche dei locali più libertini dell’Impero Ottomano), così come i “Kocek” (musica dal nome dei giovani ballerini vestiti da donne) e poi ballate dal Kurdistan, dall’Armenia e dalla Cecenia, riarrangiamenti del patrimonio popolare degli “Asik” (sorta di trovatori in perpetuo pellegrinaggio artistico tra l’Anatolia e la Persia) fino

13346515_10209670338864384_5290604985765467360_nalla musica siriana e irachena e ai “Nihavend” (ballate di origine persiana). Tutto armonizzato all’interno della cornice di Berlino, ora portofranco della diaspora internazionale dove migliaia di persone e artisti trovano rifugio.

I loro concerti raccolgono pezzi di storie, frammenti di umanità, sfuggiti agli occhi della storia. Un concerto di musica scritta e suonata nei villaggi e taverne perse tra Baghdad e Berlino, in ogni luogo dove persone si incontrano e insieme fanno fronte alle disavventure di questa epoca di sradicamento, fisico e mentale. Dietro ogni canzone è una storia, quella di chi ha portato queste canzoni con sé, fischiettando in attesa che il confine fosse aperto, ricordando una tarda serata con gli amici mai più rivisti. O una canzone da sussurrare per farsi coraggio prima di imbarcarsi quando il mare comincia a ingrossarsi furiosamente. Un soffio musicale dal fondo dei caffé lungo il Tigri che si spinge fino alle ballate dei ghetti della Germania imperiale, attraversando gli altipiani dell’Anatolia, l’arcipelago greco, le montagne dei Balcani. Un viaggio fatto seguendo le tracce immaginarie di un treno che non è mai esistito, da Baghdad a Berlino. Un treno che un giorno servirà per tornare a casa.

I Musicisti: Serdar Saydan: percussioni Michelangelo Severgnini: contrabasso Wasim Ghrioui: voce, Daisam Jalo: oud, Mikail Yakut: fisarmonica

Contatti: berlinbagdadbahn@gmail.com