La tua banca finanzia il petrolio?

Dopo l’oleodotto voluto da Trump e costruito a Standing Rock (la riserva abitata dai nativi americani Sioux) un nuovo maxi oleodotto minaccia il Nord America. E questa volta il progetto è finanziato da un esercito di 12 banche: JP Morgan Chase, Citibank, Credit Suisse, Deutsche Bank, Barclays, Bank of Tokyo Mitsubishi, BBVA, Credit Agricole, Mizuho, Royal Bank of Canada, Toronto Dominion, e Wells Fargo.  FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Il progetto che è stato presentato prevede la costruzione di una vera e propria superstrada del petrolio: 1150 chilometri di tubi che per essere costruiti avranno un impatto distruttivo su ambiente e comunità locali.

Ci sono migliaia di ragioni per opporsi a questo folle progetto. La prima è sicuramente il rischio degli sversamenti di petrolio in seguito a perdite degli impianti, che purtroppo sono molto frequenti. Da quando è stato costruito l’oleodotto Dakota Access di Energy Transfer Partners (DAPL), ad esempio, è già stato soggetto a diverse perdite, ed uno sversamento consistente di questo impianto, metterebbe a rischio l‘accesso all’acqua potabile per 17 milioni di persone.Ma c’è molto di più: ogni giorno un numero imprecisato di petroliere trasporterà il greggio attraversando la tratta dal Mare di Stalish a sud di Vancouver dove vivono gli ultimi 76 esemplari della popolazione di orche meridionali, già a rischio di estinzione. Questo traffico per loro potrebbe essere fatale. Ancora una volta persone, animali e territorio sono sacrificati sull’altare del profitto.

AIUTACI A FERMARLI

Non arrendiamoci. Chiedi alle 12 banche coinvolte finanziariamente di fare un passo indietro, per rispettare i diritti dei popoli indigeni, proteggere l’ambiente, difendere l’accesso all’acqua potabile e fermare il cambiamento climatico. FIRMA LA PETIZIIONE