La strategia del consenso. Un’indagine sui mezzi d’informazione

I mass-media possono essere accettati come strumenti di comunicazione sociale? In quale misura essi condizionano, ma sono a loro volta condizionati, all’interno di specifiche tipologie culturali? E infine, attraverso quali meccanismi, rappresentano nuovi e moderni aspetti dell’eterno problema della creazione del consenso? Sono questi gli interrogativi ai quali cerca di dare una risposta La strategia del consenso di Enrico Mascilli Migliorini (Rizzoli Editore), inserendosi in una visione sociologica del processo informazione-comunicazione e verificandone, in questa chiave, gli effetti sia per quanto riguarda gli atteggiamenti, sia i comportamenti.

E un’analisi dialettica e serrata, condotta in termini rigidamente saggistici, che si avvale dei contributi più recenti, ma che ne verifica anche le rispettive posizioni, non solo nella ricerca della connotazione delle “Organizzazioni di emissione”, ma anche nella dinamica del mutamento sociale. Non esclusivamente i “mass-media”, ma anche gli stessi procedimenti di comunicazione interpersonale e di gruppo che hanno imboccato la strada della immediatezza e della globalità. Si è così repentinamente invertito un processo di espansione frammentata, durata per millenni, in cui ciascuno dei nostri sensi, tradotto in singole specializzazioni tecnologiche, era sembrato prorompere ostinatamente in ogni direzione.

In questa nuova fase, che è quella che ci interessa direttamente, l’industria culturale ha investito tutti i settori della produzione e si è appropriata di un numero sempre maggiore di funzioni direttive e di controllo. La regolamentazione dei flussi informativi ha così posto in essere una vera e proprio “strategia”, con possibilità operative e tattiche di enorme suggestione e di insperate risorse per chi sappia rivestirne il ruolo di protagonista.

La tecnologia, dal canto suo, privilegia sempre più intensamente lo “stratega”, così che non è parso azzardato, all’autore di questo volume, delinearne anche un’identificazione narrativa, snidandolo dall’astrattismo teorico e metafisico, calandolo nella realtà storica e configurandolo, anche sociologicamente, come “personaggio”, non solo del presente ma del prossimo futuro. Si riscontra, infatti, negli aspetti che oggi chiamiamo “futuribili” della comunicazione, il germe di un’estrema pericolosità dei sistemi, che rischiano di mistificare come libertà un nuovo periodo di oscurantismo. Non si tratta, quindi, di una visione edulcorata, ma neanche apocalittica, quanto di un’impostazione critica e metodologica, confortata dagli approfondimenti scientifici propri della tematica, e da un’esperienza professionale specifica dell’autore, che gli consente di esaminare il problema anche “dall’interno”, e di trarne elementi di verifica e raffronti che rappresentano un’angolazione vivace e attuale della sociologia della comunicazione.

Enrico Mascilli Migliorini è stato professore incaricato di Sociologia delle comunicazioni presso l’Università di Urbino, è nato nel 1922 a Roma dove, nel 1943, si è laureato in Giurisprudenza. Nel 1949 ha conseguito a Napoli l’abilitazione forense, svolgendo anche un periodo di assistentato in Storia del diritto italiano. Giornalista professionista ha aperto nel 1946 e diretto per due anni a Udine il Messaggero Veneto. Passò poi a Il Giornale di Napoli e, nel 1950, entrò nella RAI come redattore-capo dei servizi giornalistici.