La settima musa vista di lato

Un film non si guarda solo davanti, può essere visto anche “di lato”, non fermandosi solo alle immagini ma a quello che quelle immagini intendono raccontare, alle storie di chi vi compare, a quelle di chi le ha composte o, addirittura, alle storie che ne sono all’origine.
È questa, per molti versi, l’intenzione della collana “Cinema” della casa editrice Rubbettino. Una collana che dedica da un lato grande attenzione ai rapporti tra cinema e letteratura e dall’altro approfondisce particolari focus su aspetti di carattere teorico e su protagonisti e artisti della settima musa.
Se è vero che è oramai cosa nota che le due forme d’arte – cinema e letteratura – hanno spesso vissuto in simbiosi, sin dagli albori del cinema, scambiandosi contenuti fino a ibridarsi nelle forme espressive, è altrettanto vero che finora sono forse mancati studi di confine che tenessero in considerazione sia il racconto scritto che quello filmico. Questa collana, edita da Rubbettino, colma tale lacuna prendendo peraltro in esame film e romanzi che hanno fatto la storia della cultura mondiale dell’ultimo secolo.
La collana ospita poi monografie su cineasti celebri come Marco Tullio Giordana, o su aspetti peculiari come il divismo nel cinema muto o il rapporto tra il cinema di Fellini e la politica o il cinema italiano e il Sessantotto.
Sono comunque diverse le sezioni del catalogo Rubbettino che accolgono pubblicazioni dedicate al cinema, tra queste sono certamente meritevoli di menzione la collana “Quaderni della Cineteca nazionale” realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la rivista «Cinema e storia» che rappresenta, ancora una volta, un punto di intersezione tra discipline diverse nella consapevolezza che, come scriveva Marc Ferro, «L’immaginario è storia quanto la storia»

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