La Nuova Era, dall’olocene all’antropocene. Di Andrea Casarini

La “classificazioni scientifica” ci ha detto che da circa 12mila anni , periodo brevissimo quando si tratta di ere geologiche,  la Terra viveva l’era dell’Olocene, iniziata con il ristabilimento del clima dopo l’ultima glaciazione e con lo sviluppo delle prime civiltà umane.

Ad oggi, a detta di molti studiosi, è ormai tempo di considerare quell’epoca terminata e di entrare a tutti gli effetti in una nuova era chiamata Antropocene segnata  in tutto e per tutto dall’impatto dell’umanità sul pianeta ed il cui  inizio viene datato intorno al 1950, con la dispersione di elementi radioattivi a causa dei primi test nucleari, l’inquinamento da plastica, il proliferare del cemento e molte altre tracce non positive lasciate dalle ultime generazioni.

Anche se il  primo studioso a proporre una definizione specifica per l’era geologica in cui la Terra è massicciamente segnata dalla attività umana fu  nel 1873 il geologo Antonio Stoppani, il  termine Antropocene (Antropos è in greco vuol dire “uomo”) è stato coniato per la prima volta  nel 2000 dal premio Nobel per la chimica  Paul Crutzen, facendo riferimento alla grande accelerazione dell’impatto umano sul pianeta  che, negli ultimi, aveva portato ad un  cambiamento mai visto nei millenni precedenti e così radicale da “meritare” un nuovo nome.

Ma quali sono le eredità di questa nuova era geologica e gli indizi che devono convincerci  dell’inizio di un’epoca in cui è l’uomo a forgiare il pianeta a sua  immagine ?

Sicuramente i più eclatanti e visibili  sono i combustibili fossili, l’impronta geologica ed i cambiamenti climatici.

Dal  1850 ad oggi la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha subito un’impennata raggiungendo il record allarmante di 400 parti per milione e , le emissioni globali di CO2,  sono le più alte da 65 milioni di anni a questa parte lasciando  traccia nei ghiacci antartici, nelle piante ed anche nei sedimenti di arenaria.

Altro fattore è l’impronta geologica intesa come  l’ attività mineraria, perforazioni, deforestazione, urbanizzazione, erosione costiera e attività agricole estensive che  stanno mutando inesorabilmente la geologia terrestre, incidendo sul modo in cui avviene la stratificazione dei sedimenti rocciosi.

Teniamo debito conto che ad oggi abbiamo modificato per le nostre esigenze il 50% della superficie terrestre e che, gli effetti devastanti di questo cambiamento cominciano ad essere visibili attraverso il riscaldamento globale i cui dati ed analisi indicano , in modo inequivocabile, come in questa “nuova era” ci sia stata la più intensa variazione climatica causata dall’uomo mai registrata.

Nell’ultimo secolo,  la temperatura terrestre è aumentata di 0,6-0,9 °C, molto più della variabilità naturale registrata per l’Olocene ed  il livello dei mari ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 115 mila anni.

Non tutte le previsioni nei confronti dell’Antropocene  sono però così  pessimiste:  Sir Martin Rees, astronomo reale in Gran Bretagna, ha scritto sul Guardian che la nuova era, grazie alla rivoluzione dell’elettronica, potrebbe portarci verso la conquista di altri pianeti.

Ne prendo atto ma…. spero  solo che a spingerci verso nuovi mondi non sia la distruzione della  nostra buona e vecchia  “Madre Terra”.

Benvenuto Antropocene!!

Andrea Casarini