La manifestazione di Mortara Lomellina terra dei fuochi? “ORA BASTA!!” di Andrea Casarini


Ditta Eredi Bertè – Mortara (PV) –
Sicuramente, prendendo in considerazione quanto successo in questi mesi del 2017 la situazione lascia perplessi e si apre a mille domande.
Dall’incendio del 5 febbraio alla raffineria ENI di Sannazzaro (precedentemente altro maxi rogo nel pomeriggio del 1° dicembre 2016), al 23 maggio e 19 agosto a Parona alla ditta Aboneco stoccaggio rifiuti, all’ incendio divampato alla Sit di Mortara il 15 luglio (azienda di lavorazione del legno) ed infine, in ordine di tempo, a quello eclatante del 6 settembre a Mortara alla ditta Eredi Bertè (ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali e non) che ha destato viva e giustificata preoccupazione in tutto il territorio Lomellino.

Raffineria ENI – Sannazzaro (PV) –
Alla luce di questi fatti e dopo il grande incendio del 6 settembre alla “Eredi Bertè” si è svolta sabato 16 settembre in quel di Mortara, la grande manifestazione popolare ed ambientalista alla quale hanno partecipato migliaia di persone.
Un “urlo di protesta” ed un forte “segnale di civiltà” avente lo scopo di risvegliare le coscienze e la politica, di qualsivoglia livello, su tematiche importanti quali l’inquinamento, lo sviluppo sostenibile del territorio, la gestione rifiuti e non per ultimo il pressante problema della legalità e delle autorizzazione date troppo spesso a “cuor leggero” e senza tener conto del contesto socio economico ed ambientale del territorio.
Tantissime le associazioni , comitati e gruppi che con la loro presenza hanno voluto dimostrare solidarietà e supporto alla popolazione lomellina tra le quali l’ Associazione dei Medici di famiglia Vigevano e Lomellina (AMF), il WWF Pavese e Lodigiano, il Comitato “No Fanghi” in Lomellina, il Comitato Agricoltori per la difesa del territorio, Slow Food Vigevano e Lomellina, il Comitato “No Inceneritore Retorbido” , Circolo Legambiente “L’Airone “ Sannazzaro tanto per citarne qualcuna.

Mortara 16 settembre 2017
Al di là delle giuste polemiche scaturite per questo nuovo “disastro ambientale” sono ben chiare le richieste urlate a gran voce dal popolo lomellino durante la manifestazione: l’attuazione di un osservatorio provinciale contro i reati ambientali, un monitoraggio costante su aria acqua e suolo, creare una consulta ambientale sovracomunale, realizzare uno studio per determinare e far conoscere alla popolazione l’incidenza della patologie legate all’inquinamento ambientale, evitare altri insediamenti a rischio di incedente rilevante ecc..
Richieste sensate e giuste a cui la politica deve dare risposta tenendo conto che il sistema delineato dall’art. 35 del Decreto Sblocca Italia ha messo in seria difficoltà la pianificazione Regionale in materia di rifiuti e di conseguenza il livello di salvaguardia del territorio e salute dei cittadini.
Ricordiamo che la Provincia di Pavia è al secondo posto in Italia per decessi causati dall’inquinamento dell’aria (dati ISTAT), cha ha conta ben 11 impianti di produzione fanghi, due inceneritori (Corteolona e Parona), la raffineria ENI più grande di Europa a Sannazzaro, diverse discariche ed impianti di stoccaggio rifiuti.
“ORA BASTA”!!!

Di Andrea Casarini