La lunga notte di Adele in cucina. Romanzo ricettario e viceversa

La lunga notte di Adele in cucina (Giunti): ricette e ricordi di Livia Aymonino per sessantenni (e non solo), in perenne lotta con l’età matura.

L’Inverno sta arrivando’ dicono i personaggi nella famosa saga del ‘Trono di Spade’. Sta arrivando, freddo e minaccioso, ma Adele non è preparata, così come la maggior parte della sua generazione, quella che compie sessanta anni oggi e arriva in motorino sull’orlo della vecchiaia, senza casco.

Una generazione rimpianta, idolatrata, criticata, scorticata e celebrata come mai era successo, una generazione di giovani vecchi che ha saltato a piedi uniti la maturità. Una comunità con una trama narrativa potente fatta di musica, di fotografie, di ricordi, di condivisione, che l’ha resa immortale e fragile in una eterna adolescenza protratta nei decenni.

E adesso che l’inverno sta arrivando Adele si sente come se avesse uno spolverino addosso e dovesse affrontare il gelo di una nuova era, ostile e sconosciuta, scivolosa e piena di insidie.

Come fare, come affrontare questa nuova età, avendo saltato quella, indispensabile, che avrebbe dovuto portarla fino a qui? Provando a tracciare un esile percorso, con una corda di salvataggio intrecciata di ironia e comprensione, che le permetterà, forse, di scalare quella indicibile montagna che si chiama tempo.

E con la cucina, filo rosso di questa storia, che accompagna Adele tutta la vita e la ritrova, adesso, ancora con il grembiule addosso.

Un romanzo di (non) formazione sul passaggio tra l’adolescenza canuta e la vecchiaia sconosciuta – paurosa sì – ma non ostile. Con nostalgia, curiosità, malinconia, dolore, affetto e, naturalmente, con le mani in pasta.

Una lunga notte in cucina per lasciarsi dietro le spalle e una volta per tutte, il passato prossimo che morde i polpacci, e provare ad affrontare il futuro.

Vuoi vedere che finalmente si diventa grandi? Buoni no, però.