La Biennale nascosta, da scoprire tra le isole, in motoscafo come le star di Hollywood

VENEZIA – La Biennale nascosta. Quella disseminata tra le isole della laguna: una Biennale fatta di eventi ufficiali, collaterali e concomitanti, non sempre facilmente raggiungibili. Si tratta di un percorso che chi conosce abbastanza bene la città di Venezia può svolgere individualmente. Oppure, in alternativa, si può partecipare a un tour organizzato, spostandosi con un motoscafo privato. Cosi come una star di Hollywood di sicuro avrebbe scelto di fare.   

Si salpa da San Marco: la prima destinazione è l’isola di San Servolo. Qui si può godere di ben tre iniziative: la visita del padiglione di Cuba, il cui progetto è Entorno aleccionador (A Cautionary Environment) per la curatela di Margarita Sánchez Prieto; la visita degli spazi assegnati alla Siria con il progetto Syrian Civilization is Still Alive curato da Emad Kashout; ma la prima installazione in cui ci si imbatte è quella proposta dall’associazione Art In The Alps: si tratta del Bivacco originale dedicato a Gunther Messner, fratello tragicamente scomparso del celebre alpinista Rehinold Messner; il bivacco è stato portato, intero, cosi come fu realizzato negli anni ’60, dalle Alpi alla Laguna. All’interno, sette opere di artisti altoatesini, pensate per interagire con l’architettura, i materiali, la funzione e lo spazio limitato del bivacco, che reinterpretano e rileggono alcuni significati sul tema dell’accoglienza e della montagna, di una zona da sempre transfrontaliera come il Sudtirol/Altoadige.

Terminata la vista a San Servolo è il momento di volgere la prua verso la grande isola della Giudecca, dove quest’anno ha recentemente inaugurato il Gad, il Giudecca Art Dstrict, un distretto interamente dedicato all’arte dove durante tutto l’anno si alternano esposizioni di vario genere: 60 gli artisti attesi per quest’anno. In questo periodo al Gad è possibile vedere, ad esempio, Petals of Blood di Kendell Geers, Cloud Piece + WriteYour Untitled Story di Yoko Ono.

Dall’altra parte della laguna invece, nascosto nel cuore della bella Torcello, c’èCasa Andrich: lì si possono osservare le incredibili e pulsanti Mante di Giuseppe Gusinu. A poca distanza c’è poi Glasstress, progetto ben noto della Fondazione Berengo, che fino al 24 novembre è visitabile nel cuore di Murano.