La bellezza del lago e la regata delle Bisse a Peschiera del Garda. Di Raffaella Bragazzi

In città si inizia a boccheggiare per il gran caldo. Per chi non è ancora andato in vacanza le previsioni meteo positive per il week end rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno. Tra le mete più agognate per sfuggire all’afa ci sono le località lacustri.

bisseTra tutte ho scelto di parlarvi di Peschiera del Garda, che si trova a circa 25 km da Verona, poiché alla bellezza del paesaggio, alla storia e alla buona cucina aggiunge la possibilità di assistere sabato 16 luglio ad una regata remiera particolare, quella delle Bisse, imbarcazioni con lo scafo a fondo piatto che ospitano quattro rematori che vogano alla veneta, ossia stando in piedi.

Gli arilicensi (così vengono chiamati gli abitanti poiché in origine, all’epoca dei Romani, la città era denominata Arilica) adottarono questo tipo di voga ai tempi in cui il lago era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. Secondo gli storici la prima Regata di Bisse sul Garda venne disputata nel 1548.

Quella che sabato vedrà impegnato l’armo di Peschiera (le Bisse verranno messe in acqua verso le 18.30, un’ora prima dell’inizio della gara) è una delle otto tappe di un campionato in notturna istituito nel 1968 e che vede impegnate le Bisse del Lago di Garda e di quello di Iseo. Chi, al termine di tutte le disfide, si troverà al vertice della classifica si aggiudicherà il Palio Bandiera del Lago.

garda lagoAnche il Palio delle Mura, altro grande avvenimento cittadino che viene disputato nel mese di agosto, si svolge a suon di vogate (questa volta però a bordo dei gondolini che sono barche a due remi) lungo il canale della Fortezza. Durante questa manifestazione gli spettatori sono soliti incitare gli armi dai bastioni e dai ponti di cui la città è ricca. E proprio da un ponte cinquecentesco, quello dei Voltoni, costruito a poca distanza da dove le acque del Garda confluiscono nel Mincio un “incendio pirotecnico” concluderà il Palio.

Il percorso naturale del Mincio, che è l’ultimo affluente di sinistra del Po, venne modificato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli per dotare Peschiera di una imponente cinta muraria. Le prime importanti opere di fortificazione della città iniziarono nel momento in cui il borgo diventò una roccaforte scaligera.

Nel 1271 Mastino I della Scala cinse il nuovo castello della città con una serie di piccoli castelli fortificati. Toccò poi a Cangrande I, il più celebre della dinastia scaligera e amico e protettore di Dante Alighieri, il compito di fortificarla ulteriormente. Il sommo Poeta così la descrive per bocca di Virgilio che nel XX canto dell’inferno parlando del Garda “Suso in Italia bella giace un laco,…” cita la città ” Siede Peschiera bello e forte arnese  da fronteggiar bresciani e bergamaschi ove la riva intorno più discese….

Da ultimo Mastino II la trasformò definitivamente in un baluardo militare ultimandone le mura e costruendovi la rocchetta.

Furono poi i veneziani nel XV secolo a costruire le imponenti fortificazioni che le diedero la forma attuale di un pentagono, ma fu nella prima metà dell’800 sotto il dominio asburgico che la città divenne una delle più importanti roccaforti d’Italia del tempo entrando a far parte di un lungimirante sistema difensivo voluto dal feldmaresciallo Radetzky.

peschiera 2Peschiera infatti costituiva uno dei vertici (gli altri erano rappresentati dalle fortezze di Mantova, Legnago e Verona) di un Quadrilatero praticamente inespugnabile in cui gli austriaci allo scoppio della I Guerra d’Indipendenza poterono ritirarsi e, dopo essersi rafforzati, riprendere l’offensiva contro le truppe di Carlo Alberto riuscendo infine a riappropriarsi di tutti i territori del Lombardo-Veneto che l’esercito sardo-piemontese aveva conquistato. In seguito la città ebbe ancora un ruolo di primo piano nelle due seguenti guerre risorgimentali e nella I Guerra Mondiale.

Il dominio delle varie potenze che hanno forgiato la storia di Peschiera è ancora ben visibile nell’architettura dei palazzi che ne arricchiscono il centro così come il perimetro delle mura.

peschieraPer entrare in città vi suggerisco di attraversare il Ponte di Porta Brescia. L’altra porta monumentale della città è Porta Verona. Sulla facciata di quest’ultima, che fu costruita durante il periodo di dominazione veneziana, una scritta in latino invita tutti coloro che entreranno in città ad avere un comportamento corretto per evitare di incorrere…nelle ire degli abitanti. Superata Porta Brescia imboccate Via XXX Maggio. Vi troverete davanti all’Ospedale Militare d’Armata fatto erigere dagli austriaci. Pochi passi e si aprirà difronte a voi Piazza Ferdinando di Savoia sul cui lato meridionale si erge il Complesso della Rocca ristrutturato prima dagli scaligeri e poi dai veneziani e in seguito in epoca asburgica. Sbirciando oltre l’ingresso potrete vedere, sul fondo del cortile, il portale del Cavaliere della Rocca nel cui sotterraneo rimangono tracce della memoria di quello che fu il castello scaligero.

La vostra passeggiata può continuare verso il Ponte dei Voltoni. Dopo esservi fermati ad ammirare il panorama (alcuni scorci sono davvero suggestivi) proseguite per entrare in quello che viene definito il “quartiere militare” della città. Qui, oltre agli edifici “asburgici” si trova la Palazzina Storica, edificio molto importante nella storia della nostra Nazione poiché in una delle sue sale si tenne nel novembre del 1917 un Convegno con gli alleati nel corso del quale, alla presenza di Vittorio Emanuele III, venne decisa la resistenza italiana sul Piave.

garda spiaggiaOltre ad un vero e proprio percorso storico di millenni Peschiera offre però al turista anche la possibilità di rilassarsi su una bellissima spiaggia, di cimentarsi in escursioni in bicicletta o di imbarcarsi per conoscere e visitare altri splendidi luoghi che si affacciano sul lago.

Ed ora, come di consueto, ritagliamoci un po’ di spazio per parlare delle prelibate pietanze che appartengono alla tradizione culinaria del Lago di Garda.

Vi consiglio di iniziare, tanto per stuzzicare l’appetito, con un piatto di Sarde en saòr per poi proseguire con un primo scegliendo tra i Bigoli con le sarde o il Risotto con la tinca. Non dimenticate di abbinare il tutto con un bel bicchiere di vino bianco Lugana, prodotto in zona. Per quanto riguarda il classico souvenir potreste acquistare una bottiglia di olio d’oliva che, in questa zona, è particolarmente leggero e delicato.

Per ulteriori informazioni potete contattare l’Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica      Tel. +39 045 7551673

Buona vacanza e…alla prossima

Raffaella Bragazzi

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