Ivan Fowler lo scrittore australiano innamorato dell’Oltrepò Pavese

Fowler Oltrepò Pavese – Abbiamo incontrato lo scrittore Ivan Fowler, australiano che vive da molti anni nella provincia di Pavia dove approfondisce le sue ricerche, che ci ha parlato del suo libro Edward  il mistero del re di Auramala, del perché è innamorato dell’Italia e delle sua ricchezza architettoniche e della sua storia e ci ha spiegato la sua posizione contraria all’installazione dell’impianto di pirolisi nell’Oltrepò Pavese.

Servizio è di Daniele Ceccarini e Paola Settimini 

Scheda del libro Edward il mistero del re di Auramala

 Edward - Fowler Edward nasce da una leggenda popolare prima, dalla ricerca storica poi, e infine dall’amore di tante persone per il loro territorio. In Oltrepò Pavese sono tanti i nonni che raccontano di un re vissuto in Valle Staffora molti anni fa, che si era rifugiato lì “perché altrimenti l’avrebbero ucciso”.

Da anni, forse secoli, ogni scoperta inspiegabile nella valle è stata attribuita al “re”: ossa scoperte per caso nel bosco erano “le ossa del re”, oggetti strani sotterrati “il tesoro del re”, un tumulo neolitico misterioso “la nicchia del re”. Fu solo attorno al 1900 che gli studiosi riuscirono finalmente dare un nome al “re della Valle Staffora”: Edoardo II d’Inghilterra, un sovrano che, secondo la storiografia tradizionale, sarebbe morto assassinato nel castello di Berkeley nel 1327. La ricostruzione del puzzle è possibile grazie a un’eccezionale scoperta fatta intorno al 1870 negli archivi di Montpellier, in Francia: un documento straordinario, la Lettera Fieschi, una vera e propria “wikileaks” medievale, una missiva indirizzata a re Edoardo III d’Inghilterra che racconta come suo padre, Edoardo II per l’appunto, era riuscito a fuggire ai sicari mandati ad ucciderlo per diventare quindi eremita vagabondo sul continente, finendo i suoi giorni in un eremo vicino a Cecima, proprio nella Valle Staffora.
La sua tomba allora fu identificata con una sepoltura medievale di foggia particolare all’interno dell’abbazia di Sant’Alberto di Butrio, a pochi chilometri da Cecima; è un eremo solitario di bellezza mozzafiato, sospeso nel tempo tra le verdi colline dell’Oltrepò, dominato dall’imponente rocca di Oramala, all’epoca chiamata Auramala.

Più di cento anni dopo la scoperta della tomba, il “re di Auramala” fa ancora parlare di sé grazie all’Associazione Culturale il Mondo di Tels di Pavia. Fondata da appassionati del territorio e della storia pavesi e oltrepadani, ha come scopo la costruzione di ponti culturali tra la provincia di Pavia e il mondo anglosassone.
Per questo Edoardo II diventa ben presto l’antenato da cui Il Mondo di Tels dichiara fantasiosamente di discendere al punto che l’acronimo TELS (The English Language Society) nei racconti dei membri dell’associazione diventa il nome di un misterioso viaggiatore venuto in Italia al seguito del re fuggitivo.

Ed ecco che entro in gioco io! Musicista, australiano, proveniente dalla città tropicale di Darwin, nel 2008 incontro per casi fortuiti Il Mondo di Tels, vi trovo il mio luogo ideale come storyteller e contribuisco alla creazione del circuito di visite narrate in lingua inglese The Original History Walks®; successivamente divento coordinatore, ricercatore e scrittore per The Auramala Project, un’iniziativa di crowd-researching che coinvolge storici e scienziati in cinque Paesi di tre continenti diversi, e che mira a risolvere una volta per tutte l’enigma della sorte di Edoardo II.

In Inghilterra, infatti, la gente e gli storici non credono (o non vogliono credere) alla storia raccontata dalla Lettera Fieschi. Per il mondo britannico, la tomba di Edoardo II è quella che loro reputano tale, nella cattedrale di Gloucester, e non vogliono nemmeno contemplare la possibilità di una verità alternativa.
In mezzo a tutti questi stimoli ho concepito Edward, un libro figlio di storia, ricerca, scienza, leggenda e controversia.

L’idea del thriller medievale è nata al The Old House at Home, un pub dal tetto di paglia a Romsey, nel sud dell’Inghilterra. Io e alcuni membri dell’associazione ci trovavamo lì per lavoro, e ci siamo messi a discutere di un’idea per un romanzo storico, ancora non ben definito, una vicenda di spionaggio, viaggio, avventura, amore e filosofia.
Una storia da ambientare per forza nel Medioevo, di cui mi sono innamorato scoprendo l’affascinante centro storico di Pavia, così ricco di vestigia di quell’epoca, al punto che il Trecento, l’epoca di Edward, non sembra tanto remoto a chi cammina per le sue strette strade acciottolate.
Quella sera a Romsey, la storia ha preso vita in pochi minuti – ho conservato il foglio su cui ho preso quegli appunti. Una prima idea, un po’ naif ma che già aveva un non so che nella trama, nei personaggi, negli scenari che mi sembrava potesse proprio funzionare.

“Quindi questi assassini… sono stati mandati per ucciderlo… ma loro sanno chi è?”
“No. Sì. Cioè, dipende. Potrebbe essere un impostore per quanto ne sanno loro.”
“Mhm, penso richieda un bel po’ di lavoro, ma c’è un qualcosa di ambizioso. Quanto tempo pensi di metterci a scriverlo?”
“Mhm… forse sei mesi…”

Da allora sono passati quasi sei anni…

– Ivan Fowler –