Intervista a Giuseppe Frascaroli uno fra i pittori figurativi classici più importanti d’Italia

Giuseppe Frascaroli è a tutti gli effetti ed a pieno titolo uno fra i pittori figurativi uno fra i pittori figurativi classici più importanti che oggi possa vantare il nostro paese ed è considerato il pittore neoclassicista Italiano di maggior rilievo a livello istituzionale, oltre ad essere valente ed accurato studioso di Arte Pittorica. Noto a livello internazionale come il 1“pittore dei Papi” ( ha consegnato personalmente le sue opere a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco) vede le sue opere pittoriche esposte in diverse ed importanti Sedi Istituzionali ed estere tra cui: i Musei e il Palazzo Apostolico del Vaticano, Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica, Palazzo Montecitorio sede della Camera dei Deputati, la Chiesa cristiano-maronita di “San Giorgio” a Beirut in Libano, Il Palazzo del Governo della Repubblica di Cina a Taipei, l’Università degli Studi ”Delle Peschiere” di Genova, il teatro della Scala di Milano, il complesso monumentale dell’Eremo di Sant’Alberto di Butrio (Pavia – XI secolo), la Cattedrale di Città del Messico. Il Maestro annovera inoltre molti prestigiosi riconoscimenti: ricordiamo le alte onorificenze di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” e di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, la nomina a Socio Onorario del Circolo Artistico di Venezia, quella di “Pittore di Marina Benemerito”, fino alla prestigiosa nomina di “Ambasciatore dei Diritti Umani”. Giuseppe Frascaroli, già laureato in medicina con specializzazione in neurologia è stato intervistato da Andrea Casarini per Informazione Indipendente.

D. Come è nata la Sua passione per la pittura e quale è stato l’input che l’ha avvicinata all’Arte Sacra?
R. La mia passione per la pittura è qualcosa di ancestrale. I colori sono un’entità propria, hanno una forma, un carattere, invadono e prendono il sopravvento: io mi affido a loro e mi lascio trasportare in un turbinio di emozioni inesplorate, specifiche frequenze vibrazionali, dove tutto si dispone secondo una logica perfetta, a volte magica e misteriosa e, senza pormi domande, divento intimamente parte di essi. Insomma, i pennelli dipingono le immagini racchiuse nel mio cuore. Per spiegare la mia passione per l’Arte Sacra, devo rifarmi a un incontro che ho avuto in Vaticano con il Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1999, durante il quale in una sua lettera agli Artisti, espresse alcuni concetti interessanti: «L’artista è sempre alla ricerca del senso recondito delle cose, il suo tormento è di riuscire ad esprimere il mondo dell’ineffabile. Come non vedere allora quale grande sorgente di ispirazione possa essere per lui quella sorta di patria dell’anima che è la religione? Non è forse nell’ambito religioso che si pongono le domande personali più importanti e si cercano le risposte esistenziali definitive?». Sono d’accordo con tale pensiero. L’arte sacra è un qualcosa di misterioso che ha sempre affascinato i pittori e che mi affascina particolarmente. Rendere percepibile con forme e colori infatti, il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio, trasferire in formule significative ciò che è in se stesso ineffabile è qualcosa di estremamente stimolante per un pittore. E questo senza privare il messaggio stesso del suo valore trascendente e del suo alone di mistero. Le immagini sacre inoltre, che nell’antichità erano di supporto alla conoscenza della Parola di Dio, ancora oggi sono annuncio del Vangelo e sollecitano tutti coloro che le guardano, a scoprire il loro messaggio e la storia che esse tramandano. Gli artisti di ogni tempo hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza. È un indizio, questo, di come oggi più che mai, nella civiltà dell’immagine, l’immagine sacra possa esprimere molto di più della stessa parola, dal momento che è oltremodo efficace il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico. Marc Chagall scriveva “ Le Sacre Scritture sono l’alfabeto colorato della speranza in cui per secoli i pittori hanno intinto il loro pennello “

2D. È considerato da tutti ed a pieno merito il “Pittore dei Papi”. Quali, a Suo parere, le motivazioni che hanno portato a questa definizione ?
R. Molto semplicemente posso rispondere di avere avuto, nella mia carriera artistica, l’opportunità e il grande onore di aver conosciuto personalmente, consegnando Loro mie opere pittoriche, ben tre Papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Sono molto pochi, nella Storia dell’Arte gli artisti che hanno avuto la possibilità di incontrare personalmente ben tre Papi. Da qui l’appellativo che i critici d’Arte e i giornali mi hanno attribuito.

D. Quali sono, come artista, gli eventi e gli incontri che hanno lasciato maggiormente un segno nella Sua lunga e brillante carriera ?
R. Sono talmente tanti che mi è difficile fare una scelta. Indubbiamente ogni evento, ogni incontro, mi è stato foriero di perfezionamento e di miglioramento del mio percorso artistico. Sicuramente un grande impulso spirituale mi è stato dato dall’incontro con i Pontefici, e questo mi è servito molto nel mio accrescimento, sia come uomo che come pittore.Voglio aggiungere però che la creatività opera in modi misteriosi e sovente paradossali. Spesso hai bisogno di entrare in contatto con quel monologo interiore per essere in grado di esprimerlo; è difficile trovare quella voce creativa interiore se non entri in contatto con te stesso e non rifletti. Paradossalmente, al fine di essere aperto alla creatività, (perlomeno, questo vale per me), si deve avere la capacità di “ridurre” eventi ed incontri, ma fare un uso costruttivo della solitudine.

3D. Maestro. Lei ha ricevuto molteplici ed importanti onorificenze. A Suo parere, questa notorietà ha modificato in qualche modo il suo stile di vita ?
R. Assolutamente no! Il valore di un uomo deve essere misurato in base a quanto da e non in base a quanto è in grado di ricevere. Per più di un trentennio ho ricevuto l’onore eccezionale di avere avuto a che fare con gente di tutti i mestieri e professioni, da Alte Cariche del Governo, dell’Esercito, della Chiesa e di ogni Istituzione, fino alle persone più povere. Una cosa mi è sempre parsa chiara: a dispetto della condizione sociale, solo coloro che hanno imparato il potere del contributo sincero e disinteressato verso il prossimo, vivono la gioia più profonda della vita, la vera realizzazione!

D. Il lavoro dell’artista e l’arte più in generale, hanno anche lo scopo di risvegliare la coscienza umana nei confronti di diverse tematiche quali ad esempio problematiche sociali od ambientali. Cosa ne pensa e quali le Sue considerazioni a riguardo ?
R. I rapporti tra arte e società sono mutate e mutano nel tempo e nello spazio; in particolare varia il significato del primo termine, quello di arte, che oggi si struttura in un sistema che comprende e accosta attività precedentemente considerate assai lontane. Nel passato – dalla Grecia alla Cina – all’arte, intesa quale figurazione, fu attribuita la capacità di creare la vita e furono affidati grandiosi compiti magici, religiosi, politici, didattici e morali. Oggi l’arte viene ritenuta una delle attività più universali e distintive della specie umana, un f4enomeno che ha accompagnato la sua intera storia. Essa è stata considerata un sistema di comunicazione simbolica, un essenziale elemento organizzativo dei sistemi culturali, e nelle sue opere si è pensato di poter leggere le tendenze profonde di una società. Si è messo in rilievo come attività sociali e valori culturali possano trovare espressione figurativa, come le tradizioni artistiche possano apportare significativi elementi di lettura dei rapporti di produzione e della divisione del lavoro, come l’arte sia uno strumento di controllo sociale ma possa essere anche coscienza critica. L’artista, tramite la sua creatività, a mio avviso deve partecipare agli aspetti di eco sensibilità e di coesione umana. Questo è già stato fatto in passato più volte ed è poetica centrale di molti artisti attuali. Come esempio, voglio solo citare, uno per tutti, anche perché Pittore del nostro amato territorio, Pellizza da Volpedo: Pellizza, proprio a partire dalla sua formazione in storia e filosofia, si era convinto della necessità di confrontarsi con le problematiche sociali e politiche dell’Italia unita, in particolare quelle dello sciopero e della protesta popolare, temi che affronta in disegni e bozzetti ad olio realizzati dal 1890, assecondando la convinzione che la pittura di storia dovesse trattare temi di assoluta contemporaneità. In un’annotazione del suo diario si legge : «La questione sociale s’impone; molti si son dedicati ad essa e studiano alacremente per risolverla. Anche l’arte non dev’essere estranea a questo movimento verso una meta che è ancora un’incognita ma che pure si intuisce dover essere migliore a petto delle condizioni presenti». Lasciando il grande artista, voglio rimarcare che ciò che di bello e di creativo la vita ha da offrirci è intorno a noi: compito dell’artista è di evidenziarlo, sottolinearlo, richiamarlo alla nostra attenzione risvegliando la nostra coscienza e portando le persone a meditare. L’arte quindi, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È dunque il potere di umanizzare la natura e tutto l’ambiente che ci circonda con una pittura vibrante e partecipata, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo in tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione.

D. Quali sono i Suoi progetti futuri ed i prossimi obiettivi?
R. Ho appena terminato una grande Mostra-Evento al Castello Reale di Moncalieri, sede del 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte”, comandato dal Colonnello Cristiano Desideri. Questa mostra, in onore all’Arma dei Carabinieri, realizzata con la collega Santina Deidda, si è svolta con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Un 5mio ritratto di San Francesco d’Assisi è stato collocato proprio alcune settimane fa nella St. Peter and Paul Church di San Francisco in Califonia (U.S.A.). Il mese di dicembre prossimo, al Castello di Belgioioso (PV) sarò presente con una decina di Opere in una Mostra pittorica di livello nazionale, perché riguardante la “pittura Colta” teorizzata dal grande critico d’Arte, purtroppo scomparso, Italo Mussa. I miei quadri saranno esposti insieme ad altri esponenti di questo importante movimento artistico, quali Alberto Abate, Roberto Barni, Ubaldo Bartolini e Carlo Bertocci. Preferisco fermarmi qui, con il 2016 anche se posso già anticipare la collocazione nel 2017 di una mia Opera pittorica all’Altare della Patria in Roma.

Di Andrea Casarini