Intervista a Erri De Luca di Andrea Casarini

Enrico De Luca, detto Erri è un giornalista, scrittore di fama, poeta geniale e personaggio impegnato nel sociale. La pubblicazione, come scrittore, del suo primo romanzo Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a  Napoli, avvenne nel 1989, a quasi quarant’anni.
Tra il 1994 e il 2014 ha ricevuto il premio France Culture per Aceto, il Premio Laure Bataillon per Tre cavalli, il Prix Femina étranger per Montedidio, il Premio Petrarca in Germania, Le Prix Europeen de la Litterature a Strasburgo, il Premio Leteo in Spagna, il Premio Jean Monnet in Francia. Nel 2003 ha fatto parte della giuria della 56ª edizione del Festival di Cannes, presieduta dal regista francese  Patrice Chéreau, che ha assegnato la Palma d’oro per il miglior film a   Elephant di Gus Van Sant. Ha scritto anche di montagna, della quale si è più volte definito un grande amante.  Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare un 8b, alla Grotta dell’Arenauta di  Gaeta (8b+) e nel 2005 ha partecipato a una spedizione himalayana con l’amica  Nives Meroi, esperienza narrata nel libro Sulla traccia di Nives. È amico e coetaneo di Mauro Corona, con il quale condivide sia la passione sportiva che quella letteraria. Nel 2014, è stato membro della giuria del Piolet d’Or, un premio francese di alpinismo.  Con la giornalista Chiara Sasso, Wu Ming, Ascanio Celestini, Claudio Calia, Simone Tufano ha partecipato alla scrittura del libro Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia No Tav di cui ha scritto l’introduzione, testo a sostegno dei diritti degli abitanti del territorio della Val di Susa e delle loro istanze sostenute anche dal movimento No TAV. Per alcune frasi, rilasciate in un’intervista del settembre 2013 contro i cantieri della TAV è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere: il processo che vede come parti la  LTF – Lyon Turin Ferroviaire S.A.S. che ha in appalto la costruzione della grande opera e lo scrittore, è iniziato il 28 gennaio 2015.
Sul suo pamphlet, La parola contraria, ha spiegato le sue ragioni e il diritto alla libertà di parola. In sostegno a De Luca è stato anche firmato un appello di 65 personalità del cinema europeo tra cui  Wim Wenders, Claudio Amendola, Mathieu Amalric, Constantin Costa-Gavras e Jacques Audiard.
In suo favore si sono impegnati anche il Presidente francese François Hollande che ha difeso lo scrittore raccogliendo una petizione sottoscritta anche da Salman Rushdie e molti altri come Alessandro Gassmann,Fiorella Mannoia, Luca Mercalli e Alex Zanotelli:19 ottobre 2015 è stato assolto perché il fatto non sussiste. Nel 2011 ha creato la Fondazione Erri De Luca con finalità culturali e sociali, attraverso gli strumenti comunicativi delle diverse discipline artistiche. 

Il Maestro Erri De Luca è stato intervistato da Andrea Casarini per Informazione Indipendente.

D. Nei suoi libri le storie tramandate oralmente rivestono da sempre molta importanza. Può spiegarci l’importanza dell’ascolto e dell’udito?
R. Ho avuto una infanzia che captava storie, filtrate da murie porte che non separavano. Ho imparato le storie dalle voci. Nelle mie scritture c’è una voce che parla lentamente e che governa la mia stesura a penna su quaderno.

D. Quando si “racconta” e si scrive un libro quanto conta per Erri De Luca la conoscenza diretta e quanto invece l’immaginazione?
R. Racconto quello che ho potuto conoscere direttamente e fisicamente, non pesco molto al largo della fantasia.

D. In questa epoca di globalizzazione la scrittura e la poesia, possono essere usati come strumento di lotta e rappresentare una guida per le classi meno abbienti?
R. È un’epoca perfetta per la letteratura, proprio perché è superficiale. Si cerca nei libri degli scrittori quello che la politica, la filosofia, la scienza non riesce a trasmettere.

D. Dire quello che pensi, anche in un Paese come l’Italia, può costare caro. Ne sono una prova alcune Sue frasi, rilasciate in un’intervista del settembre 2013 contro i cantieri della TAV . I pregiudizi ed i cosiddetti “reati di opinione” sono ancora e restano, purtroppo, un “dato di fatto” per i quali non c’è soluzione?
R. La nostra costituzione garantisce la maggiore libertà di espressione, dunque le convinzioni e le opinioni personali sono al riparo della legge.Il dato di fatto è che siamo in tempi pavidi, le censure sono tollerate e ammesse.Ma io non mi sento maltrattato per questo, anzi, mi considero un maltrattatore di poteri pubblici e privati, un molestatore di autorità pubbliche e private

D. La Fondazione Erri De Luca, attraverso gli strumenti comunicativi,  ha finalità culturali e sociali: cosa significa per Erri De Luca “essere un profugo” e quali sono per Lei le condizioni necessarie per un’integrazione riuscita?
R. Le integrazioni avvengono nel tempo attraverso la musica, la cucina, la scuola, le festività nuove che aumentano le manifestazioni di gioia. Avvengono già e non dipendono dagli umori delle istituzioni. Io sono stato un operaio in varie città del nord, non un profugo; la differenza è che potevo tornare in un luogo di origine, mentre il profugo no.

Di Andrea Casarini