Intervista a Barbara Guarini – artista istintiva –

Nata nel 1970 Barbara Guarini ama l’arte in ogni sua forma e, nel corso degli anni, la vita la porta a seguire strade ed occupazioni diverse sempre e comunque accomunate da una personale forma artistica.
Negli anni conosce e si innamora della pirografia dedicandosi a creare opere che arricchisce con colori o materiali differenti. La sua creatività espressiva non si limita però solo alla pirografia su legno ma all’esplorazione di campi e tecniche differenti quali l’incisione su vetro, il disegno e acquarello su carta e cartoncino e l’arte digitale. Un’ artista innovativa, istintiva con una creatività in continuo fermento che utilizza ogni mezzo disponibile per dipingere le sue opere (make up o elementi naturali che si trovano in natura) dando quel tocco magico di originalità a ciò che l’artista vuole esprime in quel momento. Nel corso della Sua carriera ha esposto alcune delle sue opere in diverse mostre d’arte nazionali ed internazionali riscuotendo sempre ed ovunque grande successo ed apprezzamento.Ricordiamo la partecipazione alla mostra concorso People OnlineArt di Charm of Art – febbraio 2016 – con l’opera “Butterfly” segnalata dalla commissione e che ottiene il Terzo posto, aprile 2016 esposizione presso Kunst Galerie 045 di Brunssum (Netherlands) con l’opera “Soul”, l’esposizione di  due pirografie “Free Spirits” e “Leopard” alla Mostra internazionale d’Arte “Ritratti 2” a cura di Amedeo Fusco e Rosario Sprovieri,  c/o Palazzo Moncada di Caltanisetta – Febbraio 2016 – Aprile 2016 – ed ultima in ordine di tempo la mostra internazionale “Omaggio a Frida” che ha toccato numerose città italiane quali Lucca, Ragusa, Milano, Bergamo e Roma.

L’artista Barbara Guarini è stata intervistata da Andrea Casarini per Informazione Indipendente.

D. Come è nata l’artista Barbara Guarini, cosa l’ha avvicinata e cosa rappresenta per lei l’arte della pirografia?
R. Penso che l’arte sia qualcosa di innato che ognuno di noi porta dentro di se fin dalla nascita e poi sviluppa in modi differenti. Per quanto mi riguarda la creatività ha sempre occupato un posto molto importante nella mia vita e ne ha influenzato l’andamento. La pirografia o Arte del Fuoco, come amo definire ciò che faccio, è giunta a me nel periodo in cui ho vissuto in Olanda ma l’amore per la lavorazione del legno è nata molto tempo prima. Fin da bambina ho visto mio padre lavorare il legno, anche se era un maresciallo dell’aeronautica, e restavo incantata nel vedere come si trasformava sotto le sue mani. In Olanda, come dicevo, ho conosciuto la pirografia su legno grazie a Toni Fisco, bravissimo pirografista, che mi ha consegnato il suo pirografo e un pannello di betulla. È nata così la mia prima pirografia, un leone, e da quel momento non ho potuto più smettere, è some se un fuoco assopito avesse ricominciato ad ardere dentro di me. L’Arte del fuoco per me non è una semplice tecnica di decorazione ma l’unione tra due elementi ben distinti: il cielo e la terra. Il fuoco rappresenta il Sole e il legno impersonifica la Madre Terra a cui è radicato l’albero. L’unione tra divino e terreno, tra spirito e materia, la creazione, il fuoco distruttore che in realtà crea nuova vita nella danza magica della fiamma e del ferro rovente (il pirografo) a contatto con il legno, materia viva radicata alla terra. È così che nascono le mie opere nel silenzio della notte, tra sogno e realtà.


D. Dove crea le Sue opere e come definirebbe il Suo “habitat creativo” ideale?
R. Ho due luoghi in cui creo, la mansarda a Brescia, un luogo incantato a contatto con il cielo, in cui la notte amo ascoltare la voce delle opere stesse che mi guidano e mi indicano come realizzarle. Un altro luogo è a Como, in una casa immersa nel verde del bosco, con una vista spettacolare sulle montagne circostanti il lago di Como che si staglia all’orizzonte riflettendo la luce del sole. Ognuno di questi luoghi ha una sua importanza e un suo significato, la pace della notte e la vitalità della natura durante il giorno sono entrambi ottimi messaggeri.

D. Cosa vorresti cambiasse nel mondo dell’Arte e, a Suo parere, cosa dovrebbero fare operatori del settore, politici, associazioni, gallerie e collezionisti per salvaguardare e sostenere l’Arte?

R. Il mondo dell’arte è un mondo corrotto come ogni cosa in cui entrano i soldi. Quello che vorrei è che ci fossero più possibilità per tutti gli artisti, eventi gratuiti organizzati dai comuni stessi, in cui ognuno può esporre le proprie opere liberamente. Ci sono artisti che si stanno organizzando in questo senso autonomamente e sicuramente è un movimento che sosterrò.

D. Il lavoro dell’artista e l’arte più in generale, hanno anche lo scopo di risvegliare la coscienza umana nei confronti di diverse tematiche quali ad esempio problematiche sociali od ambientali. Cosa ne pensa e quali le Sue considerazioni?

R. L’arte è comunicazione e certamente invia messaggi precisi su molti argomenti compresa la tutela dell’ambiente, tema a me caro. Con la mia opera “The secret life” ho rappresentato la vita segreta del bosco, quella vita che molti non si rendono conto di distruggere con l’abbattimento delle foreste e con la mancanza di rispetto per la natura. Una vita segreta che permette ad ognuno di noi di vivere, i polmoni verdi sono ormai ridotti al minimo ed è importante rendersene conto. L’arte può dare segnali ma sta alle persone comprenderli, sia per quanto riguarda l’ambiente che nel sociale. La povertà in cui sono costretti a vivere i bambini, che sempre più spesso si ritrovano abbandonati a se stessi ( vedi opera “Save the children”), sono molte le tematiche che l’arte può sollevare nella speranza di toccare i cuori delle persone che le osservano soffermandosi, non sulla tecnica ma sul significato, facendosi trasportare dalle emozioni.

D. Si dice che ogni forma d’arte esprima un gesto di amore visibile ed invisibile verso la vita. Quale il Suo pensiero a riguardo?

R. L’arte è Amore, è vita, è sentimento di qualsiasi genere esso sia. Attraverso l’arte si esprime ciò che abbiamo vissuto, che vivremo o che ci viene comunicato. Sono spesso le opere a chiedere di esistere, l’artista diventa un mezzo. Per me è così, sono un mezzo attraverso l’Amore visibile o invisibile si manifesta, a volte con dolcezza altre volte con rabbia, forza, potenza. L’Amore si rende partecipe della vita stessa e pretende di essere visto.

D. Nella mostra “Omaggio a Frida” presentata da Amedeo Fusco a Bergamo non eri presente solo come artista ma anche come responsabile della comunicazione. Può raccontare ai nostri lettori quali sono state le sensazioni più significative e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

R. Omaggio a Frida è una mostra internazionale divenuta itinerante in quanto ha toccato molte città italiane e si appresta a volare verso il Messico. Voluta, organizzata, curata e presentata da Amedeo Fusco, presidente del Centro di Aggregazione Culturale di Ragusa, presentatore d’arte, attore, cantante e uomo di spettacolo a 360°, Omaggio a Frida è l’unione di più artisti che con le loro opere hanno voluto rendere omaggio a Frida Khalo, grande artista che è ormai un’icona nel mondo dell’arte. A Bergamo ma non solo, ero sia in veste di artista che responsabile della comunicazione, una collaborazione con Amedeo Fusco che in realtà dura da molti anni, spesso in sordina come responsabile ufficio stampa e comunicazione. Raramente partecipo personalmente alle mostre per vari impegni, in quell’occasione è stato davvero molto emozionante essere partecipe all’evento conoscere molti degli artisti che già conoscevo virtualmente, e condividere con tutti loro un momento così bello e importante in cui era presente anche il console messicano che si è complimentato con me per l’espressività della mia opera, regalandomi una bella emozione, non tanto per il complimento per la bella opera ma perché ha saputo cogliere l’anima di Frida nella mia rappresentazione e per me questo conta più della tecnica. Arte è emozione, trasporto, vita!

Di Andrea Casarini

Immagine gentilmente concesse dall’artista Barbara Guarini