Inquinanti atmosferici e salute umana. Di Andrea Casarini

Da decenni gli studi epidemiologici dimostrano senza ombra di dubbio la correlazione tra l’aumento dell’ inquinamento atmosferico e l’incremento di morbilità e mortalità per patologie dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardiovascolare.

I principali pollutanti presi in considerazione dai numerosi studi scientifici presenti in letteratura sono le polveri sottili (PM10, PM2,5 ), l’ozono , gli ossidi di azoto e i VOC.

Trai i vari documenti scientifici,  uno studio fondamentale a cui fare riferimento è l’AIR Pollution and cancer incidence in 17 European cohorts for Air Pollution effects (ESCAPE) pubblicato su Lancet  Oncology Vol. 4 agosto 2013 813-822  che ha  interessato 312.944 membri di coorte con un  follow up che è stato in media di 12.8 anni. La metanalisi ha mostrato una associazione statisticamente significativa tra rischio di cancro del polmone e PM10 (Hazard Ratio 1.22 per 10 microgrammi/m3) e cancro del polmone e PM 2,5 (Hazard Ratio era 1.18 per 5 microgrammi/ m3).

Altra recente Review pubblicata su International Journal of  Environmental Research and Pubblic Healt 2013 ,10,3886-3907 a firma Athanasios Valavanidis come primo autore, passa in rassegna le evidenze sui meccanismi mediante i quali gli inquinanti atmosferici promuovono il cancro. Tale studio ha posto in evidenza come le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto incrementano  lo stress ossidativo nel Sistema Respiratorio, aumentano la produzione dei mediatori dell’infiammazione polmonare e iniziano o promuovono  i meccanismi della carcinogenesi.

Se andiamo a considerare l’incremento dell’utilizzo delle risorse sanitarie legato all’inquinamento atmosferico si possono citare tre recenti studi:

  1. Associations of PM constituents and sources with hospital admission: analysis of four counties in Connecticut and Massachusetts (USA) for person > 65 years of age. Bell ML, Ebisu K. Et al , Environ, Healt Perspect. 2014 feb; 122 (2): 138-44 nel quale appare evidente come  alcune componenti e sorgenti dell’inquinamento sono più collegate di altre nell’incremento dei ricoveri per patologie cardiovascolari e respiratorie: in particolare carbon black, calcio e PM2.5
  2. Respiratory hospitalizations of children living near a Hazardous industrial site adjustated for prevalent dust: a case-control study. Nirel R., Maimon N. et al. Int. Hyg. Healt 2015 mar;218 (2): 273-9 ove si evidenzia come i  bambini che nel primo anno di vita hanno vissuto entro 10 km da un importante parco industriale israeliano hanno un rischio di ospedalizzazione per malattie respiratorie superiore rispetto a quei bimbi che hanno vissuto a più di 20 Km di distanza da tale parco (OR 2,07, intervallo di confidenza,
    con probabilità del 95%, CI 1,9-3,59 ).
  3. Short term effects of a particle exposure on hospital admission in the Mid-Atlantic states: a population extimate. Kloog i., Nordio F. et al. PloS One. 2014 feb7: 9(2): e 88578 che dimostra come l’esposizione a PM 2.5 è associata ad un incremento dei ricoveri ospedalieri per tutte le patologie respiratorie e cardiovascolari, stroke, ischemia coronarica, BPCO.

Venendo infine agli studi sulla correlazione  mortalità e inquinamento  possiamo considerare innanzitutto lo studio “Short-term effect of fine particulate air pollution on dayly mortality:  a case – crossover study in a tropical city. Kaohsiung, Taiwan . Tay ss. Chen CC, Yang CY” che fornisce evidenze di associazione tra esposizione short therm a PM 2.5 e elevato rischio di morte per tutte le cause e per patologia cardiocircolatoria e un secondo studio condotto  a Varsavia su infanti e bambini,  nel quale sono stati considerati indicatori di  inquinamento atmosferico i livelli di PM 10 e PM 2,5 utilizzando i principi dell’Health Impact Assessment method sui bimbi per quantificare  l’impatto dell’inquinamento. J. Toxicol. Environ. Healt A. 2014; 77(8) 467-77 The influence of particulate matter on respiratory morbidity and mortality in children and infants. Jakuiak-Losaka J. Et al. Adv. Exp. Med Bio. 2015; 849:39-48”

In conclusione  gli studi condotti negli ultimi anni confermano l’impatto negativo dell’inquinamento atmosferico, e nel dettaglio, dei singoli inquinati, sulla salute umana, mostrano come l’incremento quantitativo dell’inquinamento determini l’aumento degli  effetti negativi e che l’impatto sulla salute conduce all’incremento della morbilità e della mortalità ed evidenziano come siano sempre più chiari i meccanismi biomolecolari e genetici con i quali tale impatto si concretizza.

Andrea Casarini