Inquinamento atmosferico, Italia e Polonia maglia nera Ue per il Pm10

All’interno dell’ultima edizione del rapporto Eurostat regional yearbook, l’ufficio statistico dell’Unione europea aggiorna al 2017 un ampio dataset di informazioni statistiche relative alle regioni che compongono gli Stati membri Ue, soffermandosi anche sulla qualità dell’aria che respirano i loro cittadini. Un dato dove il nostro Paese brilla purtroppo in negativo: «Le concentrazioni più elevate di particolato – osservano infatti da Eurostat – sono state registrate negli Stati membri dell’Europa orientale e meridionale, in particolare in Polonia e in Italia».

Guardando al particolato di diametro superiore a 2,5 μm fino ad un massimo di 10 μm, ovvero al PM10, è alla città di Plovdiv (Bulgaria) che spetta il record di sforamenti della concentrazione media giornaliera superiore a 50 μg / m³: 172 in un anno (il 2013) quando il limite previsto è 35. Ma Plovdiv è in buona compagnia. Altre 12 città hanno superato il muro dei 100 sforamenti in un anno, e 83 hanno riportato concentrazioni di PM10 superiori ai 50 μg / m³ per più di 35 giorni (ma meno di 100 giorni): 34 sono in Polonia e 21 in Italia, in larga parte – come illustra la mappa di fianco – concentrate lungo la Pianura Padana.

Non c’è dunque da sorprendersi «se in Italia, Slovacchia e Bulgaria non ci sono città in cui almeno il 10% della popolazione sia molto soddisfatto della qualità dell’aria». Un raro caso in cui rischio e percezione del rischio avanzano di pari passo.

Fonte: greenreport.it