Inquinamento ambientale e malattia di Alzheimer. Di Andrea Casarini

Oggi nel mondo il numero di persone sopra i 60 anni è quasi 900 milioni e, tra il 2015 e il 2050,  si prevede che il numero di persone anziane che vivono nei paesi ad alto reddito crescerà del 56%.

L’aumento dell’aspettativa di vita sta determinando una rapida crescita numerica della popolazione anziana ed è associato all’aumento della prevalenza di malattie croniche come la demenza.

Ad oggi, nel mondo vivono 47 milioni di persone affette da demenza e questa cifra è destinata quasi a raddoppiare ogni 20 anni, raggiungendo 131 milioni nel 2050.

In Italia vivono oltre un milione di malati di demenza ( di questi più di 600.000 sono affetti da Alzheimer) e su scala mondiale si stimano oltre 9.9 milioni di nuovi casi all’anno di demenza, vale a dire un nuovo caso ogni 3.2 secondi..

L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su.

I costi globali della demenza sono cresciuti da 604 miliardi di dollari nel 2010 a 818 miliardi di dollari nel 2015, registrando quindi un aumento del 35%.

I costi medici diretti rappresentano circa il 20% dei costi globali della demenza, mentre l’assistenza e i costi per l’assistenza informale rappresentano ciascuno il 40% del totale.

Ad oggi l’unico fattore ambientale esogeno identificato in modo convincente (nesso causale) è costituito dai traumi cranici mentre fattori di rischio acquisiti associati con un aumentato rischio di Alzheimer comprendono fattori metabolici e vascolari (indice di massa corporea, colesterolemia, pressione arteriosa), l’omeostasi del glucosio (glicemia e resistenza all’insulina) e la sedentarietà.

Tra le prove più convincenti dell’importanza dei fattori ambientali nello sviluppo del deterioramento cognitivo di tipo degenerativo vi sono due considerazioni epidemiologiche:

  1. la discordanza di rischio per l’Alzheimer nei gemelli monozigoti esposti a diverse cariche di agenti neurotossici
  2. l’aumento di prevalenza dell’Alzheimer nelle aree più industrializzate (e quindi inquinate) dei paesi economicamente più sviluppati.

Almeno 5 categorie di tossici ambientali sono state messe in correlazione con aumento rischio di sviluppo di morbo di Alzheimer.

 

La figura n.2 li rappresenta: metalli pesanti, pesticidi, inquinanti industriali e particolato, antimicrobici

La figura 3 con un grafico a radar descrive la distribuzione delle attenzioni dei ricercatori negli ultimi 20 anni: la maggior parte delle oltre 8.000 pubblicazioni scientifiche sull’argomento riguardano i possibili effetti di tossicità neuronale di metalli pesanti (alluminio, rame, piombo, cobalto, cadmio, manganese, arsenico, mercurio…), pesticidi (organo fosfati e organo clorurati soprattutto), antimicrobici (parabeni, clorofeni, triclosan…) e inquinanti ambientali.

L’identificazione dell’importanza di queste influenze ambientali sulla modulazione del rischio di Alzheimer costituisce una nuova frontiera molto interessante per la ricerca.

Dal momento che la compromissione delle vie olfattorie è una delle alterazioni più precoci dimostrabili nell’Alzheimer, è stata avanzata l’ipotesi che uno o più fattori inalati potrebbe essere implicato nell’iniziare la malattia sia per la diretta esposizione all’ambiente dei neuroni olfattori sia per la facilità e la rapidità della penetrazione sistemica garantita dagli alveoli polmonari.

Negli ultimi 10 anni le ricerche in questo campo si sono concentrate su:

  • particolati PM
  • nichel
  • comporti organici volatili (solventi, idrocarburi)

per tutte queste sostanze i due meccanismi patogenetici coinvolti sono invariabilmente due:

  • neuro infiammazione
  • stress ossidativo da radicali liberi.

I risultati dei numerosi studi effettuati  suggeriscono che molti meccanismi genetici ed epigenetici dovrebbero essere indagati con massima priorità dai responsabili della salute pubblica, poiché la riduzione dell’inquinamento atmosferico è un potenziale mezzo per ridurre l’onere futuro della popolazione per la demenza.

  1. World Alzheimer Report 2015: the Global Impact of Dementia An analysis of prevalence, incidence, cost and trends
  2. The Handbook of Alzheimer’s Disease and Other Dementias. Wiley-Blackwall ed.2014
  3. Role of Environmental Contaminants in the Etiology of Alzheimer’s Disease: A Review. Manivannan Curr Alzheimer Res. 2015 Feb; 12(2): 116–146.
  4. Exposure to Particulate Air Pollution and Cognitive Decline in Older Women. J. Weuve.  Archives of Internal Medicine, 2012; 172 (3): 219.
  5. Air Pollution and Children: Neural and Tight Junction Antibodies and Combustion Metals, the Role of Barrier Breakdown and Brain Immunity in Neurodegeneration. Calderón-Garcidueñas L. Journal of Alzheimer’s Disease, August 2014
  6. Environmental exposures and the risk for Alzheimer disease: can we identify the smoking guns? Dekosky ST. JAMA Neurol. 2014 Mar; 71(3): 273-5.