Incontro con l’esperto: Intervista a Federica Corrado (Presidente CIPRA)

Dal 2012 ricercatrice universitaria di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso il Politecnico di Torino è una figura per certi versi insolita nel panorama delle associazioni che si occupano di montagna.  Già componente del Gruppo di ricerca Terre Alte del Club Alpino Italiano (CAI), Coordinatrice del Comitato Scientifico della Rivista Mountain Dossier è stata nominata nel  gennaio 2014 Presidente della  Cipra Italia.
Una giovane donna che rappresenta un segnale importante di rinnovamento per la CIPRA Italia e che sottolinea elementi di continuità nel lavoro di promozione dei principi sanciti dalla Convenzione delle Alpi uniti a spinte di forte innovazione nella ricerca delle strade più appropriate per un utilizzo sostenibile delle preziose risorse alpine.
Tra le numerosissime pubblicazioni ricordiamo: (2016) Le Alpi in trasformazione come laboratorio di sviluppo in ARCHALP, ISSN: 2039-1730 – (2016) Abitare nei territori alpini di oggi: nuovi paradossi e politiche innovative in SCIENZE DEL TERRITORIO, pagine 67-74, ISSN: 2284-242X – (2015) Process of re-settlement in mountain areas in REVUE DE GEOGRAPHIE ALPINE, ISSN: 0035-1121 – (2014), Processi e politiche di re-insediamento nei territori montani in in Nuovi montanari. Abitare le Alpi nel XXI secolo, pagine 21-40, ISBN: 9788820471118 – (2013), Territorial dynamics of repopulation in the Alpine Area and their impact on local development process in DISLIVELLI, ISSN: 2039-5442

La Dott.ssa Federica Corrado è stata intervistata da Andrea Casarini per Informazione Indipendente

D. Partiamo da una domanda banale che ha il fine di chiarire le idee ai Nostri lettori.
Che cosa è esattamente la CIPRA e di cosa si occupa?
R. La Cipra è la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi. E’ composta da un referente centrale che è Cipra International e da una sede per ogni paese membro che fa parte dell’arco alpino.

D. Mentre i centri urbani si espandono, molti villaggi di montagna si spopolano anche se la crescita però non è un parametro idoneo a descrivere la qualità di vita.
Quali sfide devono affrontare i paesi isolati di montagna e quale peso dovrebbero avere, in tal senso, le decisioni politiche?
R . I centri montani stanno in modo diverso affrontando le sfide imposte dal cambiamento climatico, dalla crisi economica, dal pluralismo culturale etc. e in molti casi si sta generando un vero e proprio rilancio di alcuni di questi centri. Le decisioni politiche esprimono chiaramente delle scelte e oggi di decisioni sul futuro della montagna se ne prendono poche.

D. In linea generale i politici concordano sull’importanza dei giovani per il futuro delle Alpi e sulla necessità di coinvolgerli ed includerli nei processi decisionali. A questo punto la domanda sorge spontanea: come impegnare le nuove generazioni in modo produttivo ed efficace?

R. Più che in linea generale, direi a livello teorico. Vedo in realtà una grossa difficoltà per i nostri giovani capaci a trovare spazi di confronto dentro il sistema decisionale delle politiche di cui si diceva prima. E’ vero che esistono grandi progetti europei, l’iniziativa della stessa Cipra per i giovani, ma poi bisogna pensare ad offrire opportunità concrete.

D. Pochi temi suscitano discussioni tanto accese quanto il turismo alpino; sta di fatto che un turismo non sostenibile ed attento provochi nel contempo anche danni a volte irreparabili.
A Suo giudizio quale è la giusta strada per integrare correttamente turismo alpino, sostenibilità e qualità della vita?
R. La strada è quella di offrire al turismo le risorse del territorio in quadro di ri-produzione della cultura e dell’identità locale. Quando le risorse vengono utilizzate esclusivamente per rispondere alla richiesta del turista (sovra-sfruttate, manipolate in maniera folkloristica..) il sistema diventa insostenibile.

D. Ad oggi si sta affermando il concetto che stiamo vivendo una fase di “rinascimento della montagna” e che l’ambiente montano sta diventando il centro di sfide sempre più importanti.
Quale è il Suo pensiero a riguardo e che cambiamenti riscontra?
R. Esiste una fase di rinascimento; è una fase che va accompagnata, che apre nuovi scenari e nuove visioni sulla montagna. Attenzione a non creare però falsi miti!

D. L’attrattività della montagna è legata alle sue amenità e alle sue specificità ambientali, caratteristiche che si fondono in uno spazio d’incontro fra nuovi desideri turistici, esigenze residenziali e rinnovata sensibilità ecologica. Come deve organizzarsi la società alpina per avviarsi verso nuove forme di vita e di economia sostenibile?
R. Un fattore importante è quello di costruire percorsi interni alla green economy che possano mettere a sistema le filiere locali

di Andrea Casarini