Impianto pirolisi Retorbido. Ecoterroristi , sindrome Nimby o cittadini informati sui fatti ? Di Andrea Casarini

RETORBIDO – Voglio fare alcuni semplici riflessioni sulla minaccia della costruzione di un impianto di pirolisi in Oltrepo Pavese, ripercorrendo alcune significative  tappe di questa lunga ed assurda vicenda.

maroniDurante la campagna elettorale del 2015, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni garantì che l’inceneritore non sarebbe stato fatto perché egli stesso non avrebbe  firma l’approvazione del progetto, lanciando nel contempo  la proposta di un referendum popolare nel caso in cui la Commissione Tecnica della Regione avesse approvato l’impianto. Peccato però  che la questione in itinere  sia di natura puramente tecnica e che la firma di  Maroni non serva per l’approvazione o meno di questo progetto, così come la sbandierata proposta di un referendum  popolare non avrebbe validità giuridica.

E che dire del  23 maggio 2016 quando la Giunta di Regione Lombardia con delibera n. 5204 approvava il Criterio escludente sull’area del corridoio primario della RER del Torrente Staffora (già D.g.r. 10962 del 30/12/2009)? Peccato che tale provvedimento  non sia  retroattivo per iter in opera, come successivamente  affermato il 23 giugno in Conferenza dei Servizi:  “le norme assumono efficacia al momento in cui vengono pubblicate e non hanno carattere retroattivo”. Un passo avanti e due passi indietro ?

Altra questione riguarda i “decisori che non hanno deciso” che , appellandosi al cavillo previsto dall’art . 21, 1 co. Del D. Lgs. 15/2006  hanno deciso di prolungare ulteriormente il procedimento VIA sino al 19 novembre 2016. Di chi è la colpa? Dei politici, dei tecnici o della commissione di superesperti (Arena, Capodaglio, Frey, Imbriani e Lombardini) nominati con Delibera di giunta n. 4192 del 16/10/2015 e delle cui “capacità” doveva avvalersi la Commissione Via?

In tutto questo guazzabuglio ( in dialetto rišumà rende meglio l’idea) di promesse e parole disattese i cittadini interessati vengono anche tacciati di essere ecoterroristi, affetti da sindrome Nimby e, nel migliore dei casi , di essere “dei superstiziosi ai quali il camino di una ciminiera fa paura quanto ai loro antenati facevano paura i gatti neri e gli specchi rotti” (Camillo Langone , Il Foglio 18/09/2015).

retorbidoEppure …  nonostante prese di posizioni importanti quali la risoluzione approvata dalla Commissione 13a Ambiente del Senato in tema di pirolisi (02/11/2016   affare assegnato n. 302), quella della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo (20/06/2016) o della ferma presa di posizione e contrarietà di Legambiente (25/05/2016 a firma di Stefano Ciafani Direttore Nazionale di  Legambiente, Andrea Poggio Segreteria Nazionale di Legambiente, Barbara Meggetto Presidente di Legambiente Lombardia, Coordinamento provinciale Pavia e Circolo Voghera- Oltrepò), siamo ancora qui a parlare di questa assurda vicenda.

Voglio tralasciare e non prendo neanche in considerazione l’etichettatura di “ecoterroristi” o le considerazioni del giornalista Camillo Langone, voglio soffermarmi invece sulla sindrome Nimby (acronimo inglese per Not In My Back Yard, letteralmente “Non nel mio cortile”) e che indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico o non, che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruiti. Qui in Oltrepo, però, non si tratta di “paure” ma di informazione e una popolazione adeguatamente informata fa ovviamente paura. Un inceneritore rovinerebbe per sempre un territorio e la sua comunità, un’opera che taluni (imprenditori) vogliono spacciare come non impattante, non devastante, solo che quei pochi che sostengono questo non conoscono e non vivono questo territorio.

Ricordo, inoltre, che la Legge Obiettivo, sin dalla sua prima applicazione nel 2002 è stata un fallimento che ha consentito di progettare interventi comunque (senza fare alcun calcolo delle risorse pubbliche realmente disponibili) e dovunque (senza una seria valutazione degli impatti ambientali). In definitiva, tale legge è servita prevalentemente a dare autorizzazioni ad opere, spesso prive di ogni logica di inquadramento ambientale e territoriale, alimentando nel contempo solo un costosissimo e mediocre progettificio ad uso e consumo esclusivo delle grandi aziende, a discapito delle peculiarità intrinseche del territorio al cui interno tali opere vanno ad insediarsi.

Infine è bene  ricordare a politici e tecnici che le non decisioni sono comunque decisioni a tutti gli effetti che hanno il solo  scopo di depistare cercando di fare calare l’attenzione della massa popolare su questioni spinose che interessano il bene della collettività.

Questa è la faccia oscura del potere all’interno della quale gli attori e mestieranti di quest’arte sono i politici ed i tecnocrati ad essi connessi che, come disse un noto studioso, mettono in campo quell’arte definita mobilitazione del pregiudizio utilizzando procedure che hanno il fine di beneficiare le categorie dominanti scongiurando, in questo modo, decisioni che questi ultimi ritengono dannose o scomode ai propri interessi.

O si decide oppure si cerca di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su altro, temporeggiando, cercando cavilli pur di non decidere. E il caso pirolisi di Retorbido rientra in questo strano e triste contesto.

Andrea Casarini