Illuminazione pubblica sprecata e inquinamento luminoso, l’Italia sul podio europeo

Fonte: greenreport.it

I paesi in cui la quantità di luce sprecata pro capite è più elevata sono Portogallo, Spagna e Italia: intanto ogni italiano per tenere i lampioni accessi spende il quintuplo di un tedesco.

In Italia il consumo di energia elettrica pro capite per l’illuminazione pubblica è il doppio di quello della media europea – 100 kWh l’anno a testa contro 51 kWh –, che si traduce in una spesa di 28,7 euro a testa, quando nei principali paesi europei la media è 16,8 euro e in Germania è di 5,8 euro: in altre parole spendiamo il quintuplo della Germania per tenere i lampioni accesi. Si tratta di soldi spesi bene o che nascondono sprechi, oltre che un importante presenza d’inquinamento luminoso?

Con una nuova analisi appena pubblicata, e basata sulla ricerca Light pollution in Usa and Europe: The good, the bad and the ugly, l’Osservatorio dei conti pubblici italiani indaga i flussi luminosi diretti verso il cielo (che, quindi, possono essere considerati flussi di luce sprecata perché non hanno effetti positivi sulla vita della popolazione e creano esclusivamente inquinamento luminoso) in rapporto alla popolazione e al Pil. Da entrambe risulta che «i paesi in cui la quantità di luce sprecata pro capite è più elevata sono Portogallo, Spagna e Italia», mentre i« paesi più virtuosi sono invece quelli dell’Europa centrale e orientale». Paradossalmente ma non troppo, dunque, «lo spreco di illuminazione pubblica non riguarda i paesi più ricchi. In altri termini, le regioni più ricche sono proprio quelle in cui si spreca meno corrente per illuminazione pubblica, mentre nelle regioni del sud Europa gli sprechi sono maggiori nonostante le peggiori condizioni economiche».

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