Il visionario alato e la donna proibita. Di Visar Zhiti

Braccato senza sosta da ricordi dolorosi, Felix compie un viaggio tra i “rocciosi” confini dell’Europa alla ricerca della perduta Ema e del suo tragico amore. Scritto in anni in cui l’Albania usciva vinta e mortificata da un regime totalitario, Il visionario alato e la donna proibita (Rubbettino Editore) di Visar Zhiti è un resoconto allucinato dell’inferno di un uomo travolto dalla storia, e di una donna vittima della dittatura.

Scavando nelle proprie piaghe con l’acume della paranoia, il protagonista compone un ritratto della patria e dei suoi figli feriti, smarriti nelle città europee, attratti dalle insegne al neon e dalla falsa promessa di un’irraggiungibile libertà. Un romanzo fuori dal comune, dall’inusuale ampiezza di respiro, che è contemporaneamente narrazione personale, libro identitario e tributo a tutti coloro che hanno subito la Storia.

Visar Zhiti (1952) è uno dei maggiori scrittori albanesi contemporanei e duno dei pochi ad essere stati condannati dalla dittatura di Enver Hoxha a causa di un’opera poetica ritenuta eccessivamente ermetica, triste e pertanto contraria ai canoni del realismo socialista. Dopo dieci anni di carcere e lavoro forzato, caduta la dittatura, Zhiti ha avuto la possibilità di pubblicare tutte le sue opere, tra cui le poesie scritte di nascosto durante la prigionia. Oltre ad aver dato un altissimo e originale contributo al panorama letterario balcanico, i suoi racconti, i suoi romanzi come i suoi saggi hanno consolidato la libertà intellettuale e la vita democratica dell’Albania. I suoi libri sono stati tradotti in molti Paesi (dagli USA alla Macedonia, dalla Romania all’Italia) ottenendo importanti riconoscimenti. Dopo vari incarichi diplomatici Visar Zhiti ha di recente ricoperto la carica di Ministro della Cultura albanese.