Il 2 febbraio del 1882 nasceva James Joyce: un saggio per ricordarlo

joycePer Italo Calvino (Perché leggere i classici, 1991) può a buon diritto definirsi un classico quel libro che ha la capacità di «non finire mai di dire quello che ha da dire». Lascito sempiterno, cioè, che sa parlare ad ogni epoca e ad ogni uomo. Deduzione logica è che anche gli autori di simili opere sono a loro volta dei classici. Lo è certamente James Joyce, che si colloca non solo fra i padri fondatori del Modernismo, ma fra gli scrittori più insigni di tutti i tempi.
Certo il suo Ulisse ha mutato dalle fondamenta il genere romanzo, aprendogli prospettive inusitate, che ancora sono da esplorare per intero, ma anche Gente di Dublino, il Ritratto dell’artista da giovane e l’audacissimo Finnegans Wake sono opere che, nelle loro specificità, hanno aperto vie nuove alla narrativa universale.
Con un’argomentazione agile quanto rigorosa, si ripercorre la parabola esistenziale e creativa di Joyce, ricostruendo il clima culturale nel quale ebbe ad agire il grande irlandese, rendendo conto delle caratteristiche formali e concettuali dell’intera sua opera, infine individuando gli autori che, tanto in Europa che altrove, lo hanno avuto come modello reale o ideale.

Stefano Manferlotti è professore ordinario di Letteratura Inglese presso l’Università di Napoli Federico II. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi in rivista, i volumi: George Orwell (1979); Anti-utopia. Huxley, Orwell, Burgess (1984); Invito alla lettura di Aldous Huxley (1987); Dopo l’Impero. Romanzo ed etnia in Gran Bretagna (1995); Amleto in parodia (2005); Shakespeare (2010; seconda ed. riveduta e aggiornata, 2011). Ha tradotto opere di C. Dickens, G.K. Chesterton, A. Huxley, G. Orwell, H. Melville, J. London, R. Cohen, J. Domini. A questo particolare campo di studi ha dedicato il volume Tradurre dall’inglese. Avviamento alla traduzione letteraria (1996). Ha scritto, in collaborazione con Mary Rogers, una Grammatica della lingua inglese (1999). È critico letterario de «Il Mattino» di Napoli e del «Venerdì di Repubblica ». È Honorary Member del British Council.

James Joyce di Stefano Manferlotti è un libro di Rubbettino Editore.